Eravamo ancora in viaggio di nozze in Thailandia ma ad un tratto, il pensiero è andato a loro: alle Tre Cime di Lavaredo. Poterle vedere da vicino è un sogno che coltiviamo da tempo ormai e chissà perché, finora non c’era mai stato il momento giusto per andare. Oltretutto siamo a gennaio, c’è neve e le temperature sono gelide. Non pretendevamo di vederle da vicino. E allora? Scopriamo che un ottimo punto per vederle è con una salita al Monte Specie, in Alta Pusteria. Pronti via, si parte!

Un weekend in Val Pusteria in inverno

Intravedere le Tre Cime d’inverno è diventato un pretesto per tornare qui, in Val Pusteria. Ci eravamo appena stati a Dicembre, a Brunico e per ammirare il Lago di Braies. Partiamo e, come entriamo in valle, il paesaggio attorno a noi è davvero un incanto: tutto è ricoperto da neve, tranne le strade che sono sempre ben pulite e facilmente percorribili. In realtà avremmo potuto trovare ancora più neve, visto il periodo. Un freddo gelido e “asciutto” ci accoglie il venerdì sera mentre siamo quasi arrivati al nostro hotel sul Monte Rota.

L’Alpenhotel Ratsberg domina Dobbiaco dall’alto dei suoi 1.650 metri d’altezza e il cielo sopra noi è costellato di grosse stelle. Abbiamo la neve e le stelle che brillano nel freddo della notte. E il giorno dopo avremo tentato la salita al Monte Specie!

La partenza da Prato Piazza, verso il Monte Specie

Le indicazioni sono semplici: dobbiamo attraversare Monguelfo da Dobbiaco e proseguire in direzione della Valle di Braies. Siamo nel cuore della Val Pusteria. Proseguiamo per Braies Vecchia – Ponticello, in direzione Prato Piazza. In questo ultimo tratto dobbiamo pagare un pedaggio di 8 Euro e scopriamo che il traffico è limitato: dalle ore 10.00 alle ore 16.00 non è più possibile accedere con il proprio mezzo (è comunque attivo un servizio autobus).

Percorriamo circa sei chilometri immersi in un paesaggio già magnifico fatto solo di neve, fitti alberi e montagne. Non manca qualche piccola curva in salita, dove è vietato toccare il freno. Parcheggiamo e indossiamo gli scarponi e i ramponcini: per me Silvia è la primissima volta, perché mi hanno sempre fatto un po’ paura! Ora vi posso assicurare che aiutano molto la camminata, soprattutto nei punti più ghiacciati. Partiamo a camminare, siamo ben coperti ma all’inizio i meno sei gradi sotto lo zero si sentono, eccome! Cerchiamo di non pensarci e camminiamo, sempre in piano. La vallata è ampia e ricca di cime, pendii e piccole malghe sparse qua e là. Ne approfitto per sedermi un attimo su una panchina e ammirare tutto questo.

Verso il Monte Specie in Val Pusteria

La Val di Landro

Siamo in Val di Landro e questa valle segna il confine tra i due parchi naturali dell’Alta Pusteria: il Parto Naturale Tre Cime e il Parco Naturale Fanes-Senes-Braies. Lungo la strada incontriamo il Rifugio Prato Piazza, sull’omonimo altopiano. Luogo ideale e facilmente raggiungibile da tutti per ammirare le cime dolomitiche circostanti: il Monte Cristallo, le Tofane, il bellissimo Picco di Vallandro, ma anche la Croda Rossa e le Crepe di Val Chiara. Insomma, qui è un tripudio di vette innevate da ammirare, ma oggi noi siamo qui con uno scopo: una salita al Monte Specie, proseguiamo dunque in direzione del Rifugio Vallandro.

La nostra salita al Monte Specie – Strudelkopf

In poco meno di un’ora di passeggiata sempre in piano, raggiungiamo il Rifugio Vallandro, dove ci fermeremo per il pranzo. Dal rifugio i cartelli segnalano ancora un’ora di camminata e il dislivello è di circa 300 metri: consigliatissimo per chi non ama fare molta fatica. Oggi però abbiamo la neve che rallenta il nostro cammino e il vento. Fino a questo punto non si era fatto sentire, ma come iniziamo a salire, eccolo che ci colpisce il viso come uno schiaffo bello freddo. Copriamo la testa e la bocca, alla fine le sferzate durano pochi secondi ed è possibile continuare. Mai avremmo detto che proprio il vento ci avrebbe regalato degli effetti incredibili sui pendii innevati. E alla fine, riusciamo persino ad apprezzare la sua potenza.

indicazioni per Monte Specie

Come dune nel deserto, il vento sposta la neve e la sparpaglia in altri punti. Si cancellano le tracce sul sentiero già battuto da altri e sembra neve appena caduta. In una splendida giornata di sole, ci siamo noi, le vette e polvere di neve.

Siamo elettrizzati, il vento ci accompagna e gioca con noi a nascondino. Ma la vetta inizia ad intravedersi: siamo quasi arrivati in cima al Monte Specie. Affrontiamo la piccola salita che porta alla croce passando accanto ad un rudere abbandonato, un fortino militare che è sicuramente servito da difesa. La croce in vetta è stata eretta poco più su e dai combattenti della Val Pusteria in memoria dei commilitoni caduti durante le due guerre mondiali. Le targhe apposte anni fa sono le uniche testimonianze del orrore che ci fu in mezzo a tanta bellezza.

piccola salita verso la croce Monte Specie

Siamo in vetta!

Siamo a quota a 2.307 metri d’altezza, che spettacolo della natura! Con un giro a 360 gradi su se stessi è possibile ammirare tutte le vette circostanti. Il Picco di Vallandro è vicinissimo e il Gruppo Cristallo è così scenografico che si rimane incantati a guardarlo. Quante cime, quante vette… quanti nuovi punti di vista su queste amate montagne. Strudelkopf è il nome di questo monte in tedesco: un nome goloso e simpatico, in onore del dolce tipico di questa terra.

Le meravigliose Tre Cime dal Monte Specie

Eccole finalmente le Drei Zinnen: circondate da neve, mantengono tutto il loro immutato rigore e splendore. Lontane, eppure così vicine, hanno catturato la nostra attenzione. Ecco, in un solo aggettivo diremmo che sono magnetiche. Promettiamo di tornare presto a vederle, magari in primavera, magari in autunno… per ora sono tutte nostre.

Tre Cime di Lavaredo dal Monte Specie

Pranzo al Rifugio Vallandro con vista

È tempo di scendere, altrimenti da fermi rischiamo di raffreddarci molto. Raggiungiamo così nuovamente il Rifugio Vallandro (in tedesco Dürrensteinhütte) ripercorrendo lo stesso sentiero, con qualche caduta nella neve che inizia a sciogliersi al sole. Di fronte al rifugio si trova un grande forte austro-ungarico, risalente  alla fine del 1800, ad oggi non visitabile e in stato d’abbandono. Splendida è la vista sulle Dolomiti Orientali: dai Cadini di Misurina, al gruppo del Popera e infine di nuovo al Cristallo.

Discesa dal Monte Specie Rifugio Vallandro

Rimane solo una piccola voglia da soddisfare: siamo qui da meno di 24 ore ma non abbiamo ancora mangiato un bel piatto di canederli. Io li ordino in brodo per scaldarmi, mentre Andrea preferisce il tris su letto di cavolo cappuccio. In entrambi i casi, due piatti da gustare rigorosamente all’aperto, crogiolandoci sulla terrazza protetta dal vento.

Assolutamente da provare a Prato Piazza è lo Sci di fondo, noi purtroppo non siamo riusciti. Ecco tutte le dritte qui.

Non è finita qui! Dobbiamo raccontarvi tutto del nostro weekend in Val Pusteria. Seguiteci, nuove emozioni in arrivo.

Silvia e Andrea

 

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