Nel nostro ultimo weekend trascorso in Val Pusteria, non potevamo non fare tappa a San Candido. Dopo una piacevole camminata mattutina al Rifugio Fondovalle (se vi siete persi il nostro racconto leggete qui), in pochi minuti abbiamo raggiunto il centro storico. E cosa abbiamo scoperto?

Che quest’anno San Candido festeggia un compleanno importante e per l’occasione è tutta vestita a festa! Le numerose bandiere rosse collocate un po’ ovunque avvisano del ricco programma di eventi che prenderà vita tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.

È infatti il 769 l’anno simbolo della città, anno in cui venne fondato un Monastero per opera del Duca Tassilo III, oggi conosciuto come la Collegiata di San Candido. Il Duca bavarese donò i monaci benedettini tutto il territorio dell’Alta Pusteria, per contrastare le popolazioni slave in arrivo da est. La Collegiata divenne quindi un punto di riferimento religioso e culturale dell’Alto Adige, all’interno di un paesaggio contadino. Destinato però a crescere e prosperare, diventando uno dei comuni-mercato più importanti del territorio. È l’occasione perfetta per visitare questa cittadina in un contesto paesaggistico unico.

Le Tappe storiche della città di San Candido

1250 di storia a San Candido

San Candido – Innichen

Innichen è il nome storico tedesco di questa cittadina ai piedi delle vette della Rocca del Baranci, e il nome non c’entra nulla con il Santo divenuto patrono del paese. Il nome deriva infatti dal celtico Indius che significa “notevole, sontuoso”. Anche questo però non ha nulla a che fare con gli atti della fondazione della Collegiata, dove la zona era descritta come “brulla e inabitata”. I nomi riportati erano Inticha, Intiche(n), evolute poi in Innichen. Solo nel 1923 San Candido divenne il nome italiano ufficiale della località e con l’avvento del turismo di massa, iniziò a essere così amata da tutti.

Ancora una curiosità: San Candido, così come Dobbiaco, sono paesi situati nei pressi della Sella di Dobbiaco, lo spartiacque alpino attraversato dal fiume Drava (per chi non lo sapesse, è un affluente del grande Danubio!). I due comuni sono quindi al di fuori della regione geografica italiana e appartengono fisicamente al bacino idrografico del Danubio.

Essendo uno dei tre comuni del Parco Naturale delle Tre Cime, San Candido ha molto da offrire per gli sportivi: in inverno qui si scia nel comprensorio sciistico Baranci; ma chi preferisce il relax, non rimarrà certo deluso. La zona pedonale di San Candido è chiusa a traffico; ristrutturata di recente, invita a fare una bella passeggiata per le sue vie, ammirando i suoi bellissimi negozi, dove non mancano locali e ristorantini.

San Candido centro vista Baranci

Cosa vedere a San Candido in inverno?

Lo Snow Festival di San Candido

Con nostro stupore San Candido ci accoglie con un raggio di sole pronto a fare capolino su alcune gigantesche sculture di neve! Abbiamo scoperto che queste sculture sono una tradizione consolidata in Alta Pusteria. Ogni anno, a gennaio, diversi artisti, anche internazionali, si ritrovano qui, per lavorare i blocchi di neve con pochissimi attrezzi. Ecco allora che prendono vita sculture fantasiose, curiose forme geometriche, visi astratti e simpatiche creature animali. La cosa più bella è che si conservano benissimo fino alle prime temperature calde della primavera… siete quindi ancora in tempo ad andare a vederle!

Festival Internazionale di Sculture di neve a San Candido / San Vigilio

San Candido sculture di ghiaccio

La bellissima Chiesa di San Michele

Una chiesa bianca, in stile romanico, la prima che s’incontra camminando per il centro di San Candido. Risalente al XII secolo, la Chiesa di San Michele fu restaurata anni dopo in stile barocco e accenni rococò. L’esterno è di un candore che abbaglia e il sole la rende ancora più luminosa, con le sue statue dorate. Questa chiesa è un simbolo del barocco tirolese, che sembra far gara con l’altra chiesa famosa della Val Pusteria: la Chiesa di Dobbiaco. E che contrasta così tanto con la famosa Collegiata, più antica e in stile romanico.

Chiese e Cappelle in Val Pusteria

San Candido chiesa parrocchiale

Uno sguardo a… Dolomythos!

L’edificio più bello ed imponente è lui e qui ha sede il Museo delle Dolomiti – DoloMythos. Fondato nel 1995 dall’archeologo Michael Wachtler, è un centro di documentazione sulle Dolomiti: le montagne che abbiamo imparato anche noi ad amare così tanto e Patrimonio Naturale dell’Umanità. Il percorso all’interno guida alla scoperta della flora e fauna della Preistoria, ma non solo. Tante altre scoperte, come il più grande ritrovamento di oro in Alto Adige.

Schäfer e Wachtler: lo shopping tirolese per eccellenza

Il primo è un grande centro commerciale in centro a San Candido: da Schäfer è possibile infatti trovare “di tutto”, così come recita il suo slogan. Peccato solo che sia chiuso di Domenica. Ci limitiamo a sbirciare dalla vetrina gli scaffali pieni di biancheria per la casa, abbigliamento, accessori per la cucina, ma anche il supermercato al piano sottostante… per non parlare dei giocattoli e della cancelleria!

D’altronde San Candido è stato il secondo comune con diritto di mercato più antico del Tirolo. Un diritto che fece di San Candido una cittadina commerciale di grande importanza in Alto Adige.

Proseguendo la nostra camminata in centro, notiamo altre vetrine traboccanti di oggetti d’artigianato tipico tirolese: tessili originali, souvenir, ma anche gustose prelibatezze. Siamo arrivati da Wachtler, che si proclama “il più bel negozio dell’Alto Adige”. E non è difficile crederlo! Fortunatamente è aperto e non ci pensiamo due volte ad entrare. È qui che compiamo il nostro shopping più sfrenato… al profumo di cirmolo! Volete sapere cosa abbiamo comprato? Leggete un po’ qui.

Un pranzo veloce a San Candido? Sì, ma con classe

Avavamo poco tempo e nessun suggerimento su dove pranzare. Ci sono tanti ristorantini carini in centro a San Candido e la nostra scelta è caduta casualmente sul Theater Café Zentral. Quello che era una volta un vero teatro, è ora un ristorante molto raffinato ma assolutamente consigliato a tutti. Intuiamo subito che la cucina è tipica e molto curata. La grande sala del teatro, ancora ben conservata con il suo palco di legno, un pianoforte e i lampadari storici ci riportano indietro nel tempo. Optiamo per una gustosa pizza e possiamo dire che il servizio è velocissimo e i ragazzi dello staff molto gentili.

Torneremo a San Candido, è una promessa. Magari con i colori dell’autunno. Per ora non ci resta che ammirare e salutare la maestosa Rocca del Baranci.

Continuate a seguirci, con tutte le nostre e le vostre emozioni.

Silvia e Andrea

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