Il rifugio Firenze è un bel rifugio nel parco naturale Puez-Odle, meta di un nostro sabato mattina in Val Gardena. Fa caldo per essere solo inizio di primavera: ci vestiamo più leggeri del solito e per scrupolo inseriamo nello zaino anche i nostri fedeli ramponcini da ghiaccio. Oltre al Rifugio Firenze avremmo visto le nostre amate Odle da un’altra prospettiva, quasi sei mesi dopo il nostro matrimonio in Val di Funes!

Scegliamo di partire direttamente a piedi da Selva, in quanto il maso dove alloggiamo è in località Daunei (guardate un po’ qui), che si trova proprio a monte della cittadina. Questa è una delle vie più facili per raggiungere il rifugio e soprattutto è la più consigliata da fare in inverno, anche con le ciaspole. Noi preferiamo camminare e mai avremmo immaginato di trovare ancora così tanta neve sopra i 2.000 metri.

segnavia Rifugio Firenze

Il bosco verso il Rifugio Firenze

Il nostro percorso si snoda fin da subito all’interno di un bosco fitto che presenta rapide serpentine, si tratta del Sentiero n° 3. All’ombra delle alte conifere troviamo quasi subito molto ghiaccio. Facciamo allora attenzione per qualche metro, ma poi decidiamo di indossare i ramponcini. Io sbuffo, non mi aspettavo così tanto ghiaccio “vivo”. Personalmente il ghiaccio mi ha sempre fatto paura, ma devo ammettere che, seguendo il consiglio di Andrea che insisteva nel volerli comprare, ora non ne posso fare a meno. Sicurezza al cento per cento, oggi possiamo arrivare ovunque (o quasi).

Non solo alberi alti alti: nel bosco troviamo alcune simpatiche sorprese, che danno un altro tratto distintivo della Val Gardena: le sculture di legno. In particolare questo camoscio, a cui non si può non fare una fotografia insieme. E per chi non conoscesse la canzone, Hurra die Gams! Vale a dire… viva il camoscio!

Rifugio Firenze bosco Odle

Verso il Rifugio Firenze, ai piedi delle Odle

Raggiungiamo velocemente il Rifugio Juac, l’unico che s’incontra sulla strada verso il Rifugio Firenze. È aperto, ma noi ci fermeremo qui al nostro ritorno. Abbiamo voglia di proseguire e vedere cosa ci riserverà la fine del bosco. Stiamo camminando all’ombra dei pini e degli abeti, eppure fa sempre più caldo, ma un’altra bella camminata in dolce salita ed eccoci quasi in prossimità del rifugio. Il bosco lascia posto alla vallata e a loro: le bellissime Odle, finalmente! Eppure ci sembrano ancora lontane.

Parco naturale Puez-Odle

Eccoci al Regensburger Hütte, alias il Rifugio Firenze

Due nomi di città appartengono a questo rifugio: da una parte Firenze, in quanto il CAI di questa città infatti gestì la proprietà dal 1920, ma prima ancora la città di Ratisbona (in Baviera), che lo costruì nel 1889. Solo nel 2010 il Rifugio Firenze è diventato proprietà ufficiale della Provincia autonoma di Bolzano. Una lunga storia a quota 2.040 metri, la famiglia Perathoner lo gestisce da oltre settant’anni.

Il rifugio Firenze è chiuso in inverno, un cartello segnala tutte le cime raggiungibili da qui, le traversate possibili e perfino il Rifugio Genova in ben 4 ore (noi ci siamo stati in estate). D’estate deve essere molto bello, c’è un bel parco per i bambini e tanti prati verdi. Quassù si gode sempre di una strepitosa vista panoramica sulle cime dolomitiche. Oggi questo spettacolo è tutto nostro, ci sentiamo un po’ temerari ad essere arrivati qui soli, ma non è stato per nulla difficile.

Il sito ufficiale del Rifugio Firenze

Rifugio Firenze Regensburgerhütte

Rifugio Firenze meridiana

Il silenzio delle Odle e della neve

Sono loro, le cime delle Odle a guardarci dall’alto. Ci togliamo la maglia e restiamo un maniche corte, il sole picchia forte e riflette sulla candida neve. Sopra il Rifugio Firenze il sentiero sale e noi iniziamo a sprofondare nella neve. Pochi passi, quattro risate e si riparte… ma poco dopo puf! Di nuovo giù nella neve. Sprofondiamo fino alle ginocchia, ma non ci diamo per vinti. Sarebbe bello poter raggiungere anche la malga Pieralongia, un altro angolo da favola, una malga degna di Heidi… purtroppo oggi non ci arriveremo.

neve Val Gardena

La dura avanzata verso le Odle, dal Rifugio Firenze

Eppure siamo tenaci, continuiamo imperterriti ad avanzare su un sentiero poco battuto. Inizio un po’ ad arrabbiarmi, il silenzio è distrutto soltanto dai nostri passi pesanti e faticosi, il caldo è davvero quasi insopportabile. Andrea mi semina in un attimo, lo lascio andare… io mi fermo e mi rendo conto che più di così è impossibile avanzare. Siamo davvero a due passi dalle Odle: belle, anzi magnifiche! Delle signore cime, che è bello guardare da questo punto. Notiamo nuove cime aguzze, altre più rotonde, versanti peculiari che le rendono ancora più uniche. Le Odle sono magnifiche da ogni punto di vista e da ogni valle da cui le si guarda.

Rifugio Firenze tanta neve

Una lezione dalla montagna

Anche Andrea si ferma e torna indietro verso me: è troppo faticoso e forse anche troppo pericoloso andare avanti con questa testardaggine. Le Odle ci insegnano anche questo. Ci godiamo il loro silenzio e la meravigliosa natura attorno a noi e lentamente facciamo dietro-front. Se i rifugi d’inverno sono chiusi, ci sarà un motivo: è sconsigliato raggiungerli, perché i sentieri non sono battuti. Per non parlare del rischio ghiaccio, delle possibili valanghe e del pericolo di essere soli in località remote. Siamo stati un po’ testoni a proseguire, ma abbiamo capito e siamo tornati indietro.

Odle Val Gardena

Sasso Lungo Sasso Piatto Val Gardena Rifugio Firenze

Un brindisi agli incontri in montagna

Al Rifugio Firenze ci sono altre coppie che, come noi, hanno deciso di pranzare quassù e il pranzo è con super vista. Ci gustiamo i nostri panini giganti con speck e formaggio di montagna. Una coppia di signori inizia a parlarmi in tedesco, che gioia! Sono bavaresi e sono in vacanza in Val Gardena per qualche giorno. Ad un certo punto ecco arrivare un altro signore che ci offre un’ottima grappa ai mirtilli.

Inizia così una chiacchierata tra noi sia in tedesco che in italiano e scopriamo che il signore così gentile è in realtà parente della famiglia che gestisce il rifugio. Non potevamo essere più fortunati di così! Anche oggi ci facciamo la solita nostra promessa: torneremo qui in un’altra stagione, con la di arrivare ai piedi delle Odle e brindare di nuovo.

Ultima tappa: il Rifugio Juac

Il Rifugio Juac è un piccolo rifugio aperto anche in inverno. Lo abbiamo incontrato salendo e, essendo posizionato in un bel pratone, è perfetto per le famiglie e i ragazzi. Il prato infatti si presta benissimo ad un bel campo da calcio. Piccolo ma accogliente, un rifugio moderno dal nome divertente: Juac! Il nome è sicuramente di origine ladina, non sappiamo cosa voglia dire. Un tavolo con vista sulle alte cime del Sasso Lungo e del Sasso Piatto è lì che ci aspetta.

Odle dal Rifugio Firenze

Un cielo così azzurro fa venire voglia di estate e oggi abbiamo avuto la nostra anteprima. Continuate a seguirci, le avventure in alta quota non finiscono mai.

Silvia e Andrea

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