Dopo una bella giornata trascorsa al Lago di Carezza, abbiamo voglia di una camminata in queste valli del tutto nuove per noi. Le proposte di malghe e rifugi nella zona del Latemar sono molte e noi non abbiamo programmato nulla per oggi. Chiediamo allora consiglio alla gentilissima signora dell’hotel in cui siamo alloggiati a Nova Levante: l’Hotel Berghaus Rosengarten. La sua proposta ci elettrizza subito: sconfinare di pochi metri la Val d’Ega ed entrare appieno nello scenografico paesaggio del Catinaccio. Da lì raggiungere poi il Rifugio Roda di Vaèl, in Val di Fassa.

Abbiamo davanti a noi una domenica fatta di quel sole tipico di inizio estate, ma in cielo non manca qualche bella nuvola bianca. Ci sono le premesse perfette per un’altra rilassante giornata in montagna. Perché per noi la montagna è questo: un’immersione nella natura, un momento per noi stessi.

Nova Levante

*** Le WEBCAM LIVE dell’hotel e del comprensorio di Carezza ***

Sconfinando verso il Passo Costalunga

Solo pochi chilometri ci separano dalla Val di Fassa, in Trentino. Da Nova Levante passiamo nuovamente per il Lago di Carezza e proseguiamo in direzione del Passo Costalunga. Questo passo è conosciuto soprattutto dagli sciatori con il nome di Passo Carezza o  Skiarea Carezza. Un cartello ci segnala che stiamo uscendo dall’Alto Adige Südtirol e un altro, subito dopo, che stiamo entrando in Trentino, esattamente nel comune di Vigo di Fassa.

Dobbiamo proprio ammetterlo, oggi “sconfiniamo” uscendo dall’Alto Adige, ma siamo sicuri che non vi arrabbierete! Questa è la gita perfetta da abbinare al Lago di Carezza. Super consigliata anche a chi non vuole rinunciare a un bellissimo rifugio, che ha come protagonista lui, il Gruppo del Catinaccio.

Bosco ai piedei Catinaccio verso Rifugio Roda di Vaèl

Il Catinaccio – Rosengarten

Il Catinaccio è un massiccio delle Dolomiti e sorge tra numerose valli. Si tratta di un vero e proprio gruppo montuoso di confine, in quanto si trova tra la valle di Tires, la Val d’Ega – da dove proveniamo noi oggi -e la Val di Fassa. Siamo nel Parco naturale dello Sciliar e il massiccio comprende altre valli che meritano di essere nominate: il Vael a ovest, la val di Vajolet, la val di Udai, la val di Dona e, più a est, la val Duron. Il nome tedesco Rosengarten (“giardino di rose”) fa riferimento all’antica leggenda del Re Laurino, una leggenda tutta da raccontare. Oggi ci divertiremo con una bella sgambettata in quota.

Un sentiero nel bosco ai piedi del Catinaccio

Lasciamo l’auto nel grande parcheggio libero che troviamo al Passo Costalunga, a 1.745 metri. Sono le nove di mattino e solo pochi altri escursionisti si preparano a camminare infilandosi lentamente gli scarponi. Forse è troppo tardi, questo sole che si nasconde tra le nuvole potrebbe farci sudare parecchio durante la nostra salita. Era meglio partire prima, ma per una volta non volevamo rinunciare a un po’ di riposo e a una colazione (o forse era già un brunch!).

Mi sento un po’ montanara oggi, sarà che siamo ad inizio estate e la voglia di camminare non mi manca. In realtà sono decisamente fuori allenamento; è qualche settimana infatti che non vado in montagna e ho la sensazione che oggi farò un po’ di fatica. Si tratta di una camminata di un’oretta e mezza, con un dislivello totale di poco più di 500 metri. Ce la posso fare.

Sentiero verso Rifugio Roda di Vaèl

Ostacoli sul sentiero

Incontriamo subito una difficoltà: due grandi tronchi di piante cadute sbarrano il sentiero e ci fanno dubitare che la strada sia quella giusta. Effettivamente il sentiero non è ben segnalato a valle e anche in questo punto la segnaletica scarseggia. Ci troviamo in un bosco fitto dove è difficile orientarsi, ma per fortuna dei signori esperti della zona ci raggiungono e insieme riusciamo a superare il nostro ostacolo. Poco male, da qui in poi il sentiero si fa più largo ed è facile seguirlo. Anche la segnaletica è più presente man mano che si avanza nel bosco.

La salita verso il Rifugio Roda di Vaèl

Una volta affrontato il bosco al riparo dal sole, affrontiamo un sentiero che si fa sempre più in salita. Un sentiero questo fatto sempre più di rocce di colore grigio chiaro. La vegetazione ci abbandona e i tratti in pendenza non mancano. Nulla però di troppo complicato, perché non ci arrampicheremo mai sulle rocce.

Questa è solo la prima di una lunga serie di camminate che ci attendono quest’estate. La motivazione non manca, la meta è vicina e ce la posso fare, non voglio lamentarmi. La motivazione è rafforzata da questo tratto particolarmente panoramico, consigliatissimo a tutti quelli che verranno in vacanza in Val di Fassa e nelle valli vicine. Anche oggi merita essere arrivati fin qui, anche oggi si va avanti con le proprie gambe.

Salita verso Rifugio Roda di Vaèl

Tappa al Rifugio Paolina? Non oggi!

Ok, volendo potevamo passare anche dal Rifugio Paolina, che è la pausa perfetta da fare prima di affrontare l’ultimo tratto verso il Rifugio Roda di Vaèl. Ma a noi interessa soltanto arrivare, anche perché le nuvole bianche minacciano di trasformarsi in un temporale. Scopriremo soltanto dopo che, facendo così, ci perdiamo l’Aquila del Christomannos: una grande aquila in bronzo dedicata al politico e pioniere del turismo sudtirolese Theodor Christomannos. È a lui che si deve infatti la costruzione del Rifugio Roda di Vaèl.

Segnaliamo inoltre che si può salire al Rifugio Paolina anche con la seggiovia e da lì raggiungere in pochi passi il Rifugio Roda di Vaèl.

Al Rifugio Roda di Vaèl, un panorama sensazionale

Siamo arrivati! Il Rifugio Roda di Vaèl appare già alla nostra vista percorrendo gli ultimi metri ed è una bellissima struttura incastonata ai piedi delle cime del Catinaccio. Bellissime sono le sue finestrelle con le ante bianche e azzurre,  che richiamano il cielo immenso. Molto carina è anche la baita accanto al rifugio.

ultimi passi verso Rifugio Roda di Vaèl

Il Rifugio Roda di Vaèl è situato sulla Sella del Ciampaz, a quota 2.283 metri d’altezza. Eppure visto il paesaggio così “lunare”, fatto di pietre e di tutte queste cime così vicine, sembra di essere molto più in alto! Il rifugio rappresenta un punto di riferimento per tanti altri sentieri, tra cui quelli che portano al Ciampedie o al rifugio Vajolet. Noi oggi ci fermeremo qui, questo è il nostro primo vero assaggio del grande Catinaccio.

Rifugio Roda di Vaèl

Panorama a 360 gradi ai piedi del Catinaccio

Un panorama a 360 gradi al Rifugio Roda di Vaèl

Ho bisogno di sedermi un attimo, perché tutto intorno a me è una meraviglia. Basta fare un giro su se stessi per ammirare cime dalle forme più diverse, pareti verticali e verdi vallate più sotto. Ho quasi un piccolo capogiro! La vista si perde sulla Val di Fassa, sul paese di Nova Levante, ma anche sul Latemar e la Roda di Vael, dove anche oggi molti ragazzi hanno intrapreso la ferrata sulla sua cima. Andrea prosegue in salita su un piccolo promontorio che sorge accanto alla baita, io sono già appagata così. Da lassù si può avere una panoramica ancora più estesa. Lo saluto da lontano dalla mia panchina.

piccolo promontorio sopra il Rifugio Roda di Vaèl

Sopra il Rifugio Roda di Vaèl

Un pranzo con i fiocchi al Rifugio Roda de Vaèl

Vuoi non concederti un tris di canederli fatti in casa e per di più ai formaggi?! Quelli che mi vengono serviti hanno una forma più allungata e meno paffuta rispetto a quelli mangiati in altri rifugi. Questo conferma che ognuno ha la propria ricetta segreta e che mai nella vita mangerete un canederlo uguale ad un altro.

Andrea sceglie invece un altro grande classico: patate, uova e speck. Mangiamo all’aperto, accanto a noi si parla in tedesco, in dialetto sudtirolese e in vari accenti d’Italia. Sorridiamo alla bimba tedesca vicino a noi che, con le sue belle guance rosse, è arrivata anche lei al rifugio. E non sembra per niente stanca!

canederli al formaggio

Piatto uova, patate e speck

Una discesa velocissima dal Rifugio Roda di Vaèl

Decidiamo di ripercorrere lo stesso sentiero dell’andata, senza prendere deviazioni. Come in tutto l’Alto Adige, anche qui i rifugi sono ben collegati tra loro ed è solo una questione di tempo: più ne avete e più potrete andare in giro a gironzolare e fare altre pause golose. Essere già in quota aiuta! Cade qualche piccola goccia di acqua ed è una vera goduria perché ci rinfreschiamo all’istante. Solo poche gocce ed il temporale sembra scampato. Solo tre quarti d’ora e siamo di nuovo al parcheggio.

Discesa diretta dal Rifugio Roda di Vaèl

Tante nuove avventure ci aspettano in Alto Adige Südtirol e non vediamo l’ora di poterle fotografare e raccontare!

Silvia e Andrea

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