Lo abbiamo sempre visto da lontano e più volte ve lo abbiamo nominato: un grande massiccio, unico e dal profilo inconfondibile. Icona indiscussa dell’Alpe di Siusi e c’è chi lo ha eletto simbolo dell’intero Alto Adige. Naturalmente stiamo parlando di lui: il Massiccio dello Sciliar, conosciuto anche come Schlern in tedesco.

Da sempre presente sulla nostra wish list dell’Alto Adige, lo avevamo visto durante la nostra mini vacanza romantica in Alpe di Siusi. Non vediamo l’ora di poter vedere con i nostri occhi questo straordinario massiccio.

Profilo Massiccio dello Sciliar

Destinazione: Alpe di Siusi

Andrea non ci ha pensato due volte. Come sempre più spesso accade, è stato lui il vero organizzatore di questi due giorni intensissimi in Alpe di Siusi. La sveglia alle 4.30 di un sabato mattina già caldo, partiamo quasi subito e in poco più di due ore siamo già a Bolzano. Uscita a Bolzano Nord e seguiamo la strada tutta in salita verso il paese di Fié, Siusi e Castelrotto. È bello ripercorrere le strade dopo qualche tempo, si diventa un po’ nostalgici, vero?

Sonno a parte, arriviamo piuttosto presto a Compatsch, ovvero il punto di partenza di tutte le bellissime escursioni dell’Alpe di Siusi. ATTENZIONE! Ricordiamo a tutti che la strada che da Castelrotto/San Valentino porta a Compatsch è a tutela paesaggistica, per questo motivo è a libero accesso solo prima delle ore 9:00 e dopo le ore 17:00. Oppure è sempre possibile salire con la comoda cabinovia color blu.

Inoltre vogliamo darvi un suggerimento veramente utile che anche noi abbiamo trovato sul web: il Parcheggio Spitzbühl è un ampio parcheggio che si trova poco prima di Compatsch, è libero e gratuito per tutto il giorno. Ve lo segnaliamo perché il parcheggio di Compatsch, invece, costa ben 18 Euro. Noi lasceremo qui l’auto per due giorni senza alcun problema.

tardo pomeriggio dallo Sciliar

Un percorso a tappe verso lo Sciliar

Il primo tratto è su strada asfaltata, circa un’ora di camminata che ci scalda le gambe. Arriviamo così alla carinissima Spitzbühlhütte, una baita facilmente raggiungibile anch’essa in seggiovia dall’omonimo parcheggio. I suoi bei tavoloni sulla terrazza invogliano a sedersi e a fare una colazione, perché all’interno intravediamo delle torte gigantesche! Ma non sappiamo ancora come sarà il percorso, sicuramente un po’ lungo. Dopo una bella spalmata di crema protezione 50, ci incamminiamo allora lungo il percorso n° 5A. Su di noi, nemmeno una nuvola.

Segnavia Massiccio dello Sciliar

Una rinfrescante pausa alla malga Saltner

Abbandonato l’asfalto, finalmente camminiamo tra i prati costellati da piccole baite che tanto simboleggiano questa zona. La strada è a tratti anche in discesa, l’aria è fresca e attorno a noi è tutto colorato.

Dopo circa mezz’ora di camminata, un’altra piccola tappa è d’obbligo. Siamo arrivati infatti alla malga Saltner Tschapit, dove un’insegna di legno ci avvisa che questa è l’ultima stazione prima della salita sullo Sciliar. Meglio bere allora un bicchiere di sambuco che è una delizia e, con tutta calma ci avviamo verso il bosco.

Malga Saltner Alpe di Siusi verso lo Sciliar

La lunga salita verso il Monte Pez dello Sciliar

La prima parte del sentiero che porta al punto più alto del Massiccio dello Sciliar, vale a dire al Monte Pez, è sicuramente molto piacevole da percorrere ed è sempre ben segnato. Ben presto si inizia però a salire e i tratti pianeggianti saranno sempre meno. Ora si fa sul serio: in pochi minuti raggiungiamo già un’altezza di tutto rispetto. Ci fermiamo spesso per riprendere fiato e per guardare il paesaggio sotto di noi. Il sentiero è molto panoramico ed appagante, ci dà la possibilità di guardare questo angolo di Alpe di Siusi da un punto privilegiato.

Come noi tante altre persone si stanno avventurando sullo Sciliar; come sempre ci salutiamo, un po’ in italiano e un po’ in tedesco. Basta uno sguardo per capire che gli stessi sforzi ci accomunano. La sensazione principe è quella di conquistarci, poco per volta, questa grande montagna.

Salita verso il Massiccio dello Sciliar

Colore pantone: verde prati allo Sciliar

Un colore verde intenso, tendente al verde scuro. Una colore così bello e vivido, tanto da far pensare di essere in Irlanda. Le fotografie rendono sicuramente meglio l’idea di questo effetto: ai piedi dello Sciliar i prati e, verso i suoi pendii, anche i boschi, hanno questa tonalità di verde da far perdere la testa! Il cielo sopra lo Sciliar… ti annega di verde e ti copre di blu.

verde Alpe di Siusi da Massiccio dello Sciliar

I fiori, i pini mughi, la natura dello Sciliar

Una meraviglia continua, che ci accompagna lungo tutta la nostra tratta in salita, fatta di tanti piccoli fiori colorati. E subito dopo, ecco un tratto in mezzo ad infiniti pini mughi. Verdissimi e di tutte le forme. Siamo circondati da una natura grandiosa, che in estate raggiunge il suo culmine.

fiori Massiccio dello Sciliar

Sentiero tra pini mughi

Verso il tetto dello Sciliar

È quasi mezzogiorno e la fame bussa imperterrita. Manca poco, siamo quasi arrivati… ma non resistiamo di più. I nostri zaini si trasformano in borse degne di Mary Poppins e, in un attimo, di accampiamo sulle grandi rocce chiare che caratterizzano l’ultimo tratto prima del Rifugio Bolzano. I nostri panini con speck e formaggio sono buonissimi.

In viso sono paonazza, Andrea sembra già abbronzato; mancano venti minuti e non c’è alcuna fretta. Una brezza leggera fa quasi venire la pelle d’oca. La nostra Pianura Padana è lontanissima, per fortuna. Oh, respiriamo l’aria!

verso il Rifugio Bolzano, Sciliar

Un Castello tra le nuvole: il Rifugio Bolzano – Schlernhaus

Dopo tanta salita – 800 metri di dislivello e tre ora e mezza circa in tutto – percorriamo sereni gli ultimi metri su un sentiero finalmente pianeggiante fino al grande Rifugio Bolzano. Da lontano è davvero imponente, il degno rifugio di questa montagna. Un vero castello, un castello tra le nuvole! Siamo finalmente arrivati ed è una bella soddisfazione.

La gioia dell’arrivo ci fa quasi dimenticare la fatica e il caldo provati in mattinata. Ora ci attende un pomeriggio di relax assoluto ed è questo che cercavamo: scappare dall’afa di casa per rifugiarci quassù. E allora via gli scarponi, ci sdraiamo sul salviettone e la nostra giornata continua così, leggera.

Rifugio Bolzano Schlernhaus, Sciliar

Rifugio Bolzano dall'alto, castello di montagna

La scenografica vista sul Catinaccio dallo Sciliar

Dal Rifugio Bolzano la vista sul Gruppo del Catinaccio è semplicemente fantastica. Ecco il Rosengarten che abbiamo visto solo pochi giorni fa in Val d’Ega. Sembra di essere seduti in un grandissimo teatro: davanti a noi va in scena un incredibile spettacolo fatto di rocce chiare e cime frastagliate. La cima più alta svetta dai suoi 3.002 metri di altezza: è il Catinaccio d’Artermonia. Lo sguardo poi scende a sinistra verso la Cima Scalieret, per continuare poi verso l’inconfondibile profilo delle Torri del Vajolet. Continuando a sinistra ecco la Cima Catinaccio, a quota 2.981 metri. Tu chiamale se vuoi… emozioni.

cime Catinaccio

Ancora più in alto: verso la croce del Monte Pez

Un ultimo sforzo, per salire ancora più su. Dobbiamo raggiungere la croce del Monte Pez, a quota 2.563 metri d’altezza! Dal Rifugio Bolzano la salita è semplice e, in poco più di venti minuti, ci porta proprio in vetta allo Sciliar.

La vera soddisfazione della giornata è questa, non sapere più dove guardare. La vista spazia a 360 gradi e rimaniamo a bocca aperta. Dalla croce si vede tutto il Catinaccio, il Latemar, l’Altopiano dell’Alpe di Siusi, per non parlare del rilievo dello Sciliar che sovrasta la città di Bolzano. Manca giusto una rosa dei venti, ma in un cielo così nitido riusciamo ad intravedere le cime oltre i 3.000 metri, ancora cariche di neve.

Catinaccio e Latemar dal Rifugio Bolzano, Sciliar

Cima Monte Pez, Sciliar

Croce Monte Pez, Sciliar

Sullo Sciliar è quasi ora di cena

In Alto Adige si cena prestissimo ed è per questo che è ora di fare ritorno al Rifugio Bolzano. Dopo una gustosa cena, ci accorgiamo che fuori la luce sta cambiando. I colori si addolciscono, un nuovo spettacolo sta per andare in scena. Non resistiamo, è meglio tornare di nuovo in cima al Monte Pez e attendere il tramonto. Una splendida giornata, sul Massiccio dello Sciliar. Sempre con il cuore in gola fino a sera.

inizio tramonto Monte Pez

La nostra avventura sullo Sciliar non finisce qui. Stay tuned!

Silvia e Andrea

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