Il giro dei tre rifugi della Val Fiscalina è uno dei tour più belli che si possa fare a piedi in tutto l’Alto Adige Südtirol. Un giro “classico” e molto famoso, che abbiamo deciso di affrontare in un fresco weekend d’estate. La prima parte del giro ci ha portato lungo una faticosa salita fino al Rifugio Zsigmondy Comici, ecco il nostro racconto. Ma abbiamo altri due bellissimi rifugi da raggiungere per la prima volta in assoluto: il Rifugio Pian di Cengia e il Rifugio Locatelli.

Il nostro giro tra le meravigliose Dolomiti di Sesto, nel Parco Naturale Tre Cime entra ora nel vivo. Zaino in spalla, un sorriso agli altri signori che si gustano un aperitivo in terrazza al Rifugio Zsigmondy Comici e ripartiamo. Avendo già affrontato il primo tratto, forse il più tosto di tutta la camminata, chi ci può fermare ora?

ripartenza da Rifugio Comici verso il Pian di Cengia

Tra le gigantesche cime dolomitiche

Menomale che non si sale più, almeno per questa prima parte. Camminare in quota è la cosa più bella, subito dopo il tè caldo bevuto al primo rifugio. La tensione alle gambe si scioglie e ci ritroviamo a camminare a zigzag tra le rocce. Questo è un sentiero morbido, che decido di percorrere con tranquillità. Il rifugista del Zsigimondy Comici ci ha detto che, in meno di un’ora, arriveremo al secondo rifugio, sul Pian di Cengia. Per qualche istante ci siamo solo noi, questo silenzio e queste cime eterne.

In realtà non siamo mai soli, siamo ancora in compagnia di un vento forte e della Croda dei Toni – chiamata anche Cima Dodici – per via della Meridiana di Sesto. Non ci aspettavamo che fosse così imponente! Ma lei non è la sola sorpresa di questo angolo di Alto Adige. Abbiamo infatti intrapreso l’Alta Via n. 101, dove basta alzare gli occhi per realizzare di essere tra i giganti celeberrimi di questo territorio. Questi monti così rocciosi, spigolosi nascondono tanta forza e, allo stesso tempo, tanta fragilità.

verso il Pian di Cengia

Sempre più su, verso il Pian di Cengia

Oltre a noi, tanti altri ragazzi sono in cammino. Tutti noi vogliamo raggiungere il Pian di Cengia e chissà cosa penseranno queste montagne di noi. Forse sembriamo tante piccole formichine che brulicano ovunque, in perenne ricerca di un panorama da sogno, da immagazzinare dentro il proprio cuore. Io sono già appagata così, ma la natura non ha ancora finito di stupirmi. Dico ad Andrea di non aspettarmi, voglio camminare al mio ritmo. E ricominciamo a salire, questa volta solo sulla roccia nuda. La vegetazione sparisce, non vedo l’ora di tornare a camminare in piano. Sul Pian di Cengia.

salita verso il Pian di Cengia

Seconda tappa: il Rifugio Pian di Cengia

Siamo arrivati alla seconda, fondamentale tappa del giro dei tre rifugi della Val Fiscalina. Siamo a quello che in tedesco è chiamato il Büllelejochhütte – un nome buffo, vero? Dopo aver affrontato un ultimo tratto in costante salita, con la parete rocciosa sempre sulla nostra destra a darci sicurezza, siamo arrivati al Rifugio Pian di Cengia. È il rifugio più alto delle Dolomiti di Sesto, a 2.528 metri. Un rifugio incastonato alla perfezione tra queste rocce, sul versante sudoccidentale del Monte Paterno. Come si fa a credere che questo sia stato un teatro di guerra tra italiani e tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale? Il vento gelido che ha ripreso soffiare dopo una piccola tregua di cielo azzurro sembra proprio confermarcelo.

Il rifugio Pian di Cengia è piccolino, ma carinissimo. Passando davanti al suo ingresso sentiamo un profumo invitante di pietanze calde. Non c’è posto per sedersi a mangiare all’interno, lo avevamo previsto. Troviamo un angolino all’esterno e tiriamo fuori dagli zaini i nostri panini allo speck e formaggio. Nonostante la stanchezza, il freddo e il caos di gente che entra ed esce dal rifugio, questi panini ci sembrano i più buoni del mondo.

Sito ufficiale del Rifugio Pian di Cengia – Büllelejochhütte

Rifugio Pian di Cengia

mappa Dolomiti Pian di Cengia

Al Pian di Cengia c’è un Gran Canyon dolomitico

Scappano due fiocchetti di neve, forse è solo pioggia gelata, ma la suggestione è tanta. I bambini presenti e noi stessi siamo increduli! È luglio, ma siamo tutti imbacuccati nelle nostre giacche invernali. È meglio ripartire. Le belle notizie sono due: dal rifugio Pian di Cengia si inizia ora a… scendere. E anche di parecchio. Il vento è fortissimo e fa correre le nuvole veloci. Il cielo si apre ed ecco di nuovo il sole. Una bellissima notizia! Un tepore lungo la schiena è capace di farci sopportare il vento in faccia.

Abbiamo fatto giusto qualche passo in discesa e davanti a noi abbiamo ora una strepitosa vista a 360 gradi su tutte le montagne. Sono così vicine che sembrano volerci abbracciare. Ne approfittiamo anche noi per farci fare una fotografia e poi di nuovo via. Siamo controvento in discesa… viene voglia di correre e sembra quasi di volare!

emozionesuedtirol alla Forcella Pian di Cengia

Dolomiti di Sesto

Sempre più giù, verso il Rifugio Locatelli

Dalla forcella del Pian di Cengia parte un bel sentiero ripido e costantemente in discesa. Un nuovo paesaggio ci circonda ed è un paesaggio strepitoso, quasi surreale. Abbiamo nuovamente la sensazione di camminare sulla Luna. La discesa è davvero facile e non presenta alcun pericolo. I colori della natura continuano a mutare finché non tornano ad essere brillanti: il sole è tornato a splendere sopra di noi. Il vento ha fatto un ottimo lavoro.

Scendiamo velocemente, un dislivello di circa duecento metri. Ci togliamo la giacca e i guanti e sembra un paradosso perché lungo il sentiero verso il Rifugio Locatelli attraversiamo delle lingue di neve. Oggi non manca proprio alcun elemento naturale. Ed eccolo il Rifugio Locatelli, iniziamo ad intravederlo in lontananza, immerso nel verde. Eppure sembra ancora così lontano…

verso il Rifugio Locatelli

I fiori gialli e il laghetto azzurro verso il Rifugio Locatelli

Ci troviamo a camminare lungo il ghiaione del Monte Paterno, un ghiaione grigio chiaro costellato da tantissimi fiori gialli. Spiccano in mezzo alle rocce dolomitiche. Sono fiori coraggiosissimi a crescere proprio quassù! Siamo a buon punto e la cosa che continuiamo a ripeterci è che questo è indubbiamente un giro tra i più panoramici e più appaganti che abbiamo mai fatto finora in montagna. Così tante cime, tutte insieme, non le avevamo mai viste.

Ma non è solo questo: i contrasti di colori, la diversità delle forme dolomitiche, le tipologie di sentiero sembrano fare a gara tra loro per stupirci ad ogni nostro passo. Il paesaggio cambia nuovamente: il primo laghetto che si incontra scendendo dal Pian di Cengia concentra in sé i colori delle pietre preziose: zaffiro, smeraldo, lapislazzuli. Che meraviglia!

lago azzurro verso Rifugio Locatelli

laghetto azzurro verso Rifugio Locatelli

Al Rifugio Antonio Locatelli, alle Tre Cime di Lavaredo

Siamo quasi arrivati, non ci resta che affrontare l’ultimo tratto in salita di questo magnifico giro. Confesso di essere parecchio stanca ora, mi lascio superare da qualche ragazzo che ha più energie di me. Tutti noi vogliamo arrivare al Rifugio Locatelli, ma non riesco a fare uno sprint finale. Ogni passo pesa come un macigno, vorrei tanto sedermi a riposare. Il Rifugio è lì, sopra di me, Andrea è poco più avanti e decide di aspettarmi. Si gira verso di me e dal suo sorriso capisco tutto. Ci prendiamo per mano e percorriamo gli ultimi metri insieme. Ho già capito, sì… ma le vedo comparire all’improvviso sulla nostra sinistra, con una luce che ci abbaglia.

Vittoriaaa! Siamo arrivati al Rifugio Locatelli, siamo arrivati al cospetto delle cime più sognate di sempre!

Rifugio Antonio Locatelli alle Tre Cime

emozionesuedtirol alle Tre Cime di Lavaredo

Faccio ancora fatica a realizzare, ma sono proprio loro, sono le Tre Cime di Lavaredo. Mi guardo attorno incredula: sono solo io a rimanere senza parole? C’è un sacco di gente al Rifugio Locatelli, dentro, fuori… ho bisogno di sedermi un attimo. L’invernale del Rifugio Locatelli è il punto ideale. Mi siedo e chiudo gli occhi per un secondo. Se li riapro… loro sono ancora davanti a noi, sì! Siamo felicissimi.

Le Tre Cime, ora, meritano un racconto a parte.

Sito ufficiale del Rifugio Antonio Locatelli

Silvia e Andrea

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. I fiori gialli come si cihamano?

    1. Non siamo così esperti purtroppo, sicuramente non sono i botton d’oro! Puoi aiutarci? 🙂

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