La gioia di vederle è una gioia incontenibile. Siamo al cospetto delle bellissime Tre Cime di Lavaredo, le Dolomiti di Sesto più famose di tutto l’Alto Adige… ed io ho quasi un capogiro! Prima di gustarmi la loro vista ho bisogno di sedermi un attimo e riprendere fiato. Dopo aver toccato il Rifugio Comici ed essere passati tra le meravigliose montagne del Pian di Cengia, eccoci arrivati al Rifugio Locatelli, completamente circondati dalle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO.

Tanta bellezza, seppur osannata ovunque e da tutti, merita di essere gustata piano piano. Cerco un posto tranquillo, lontano dalle numerose persone che circondano il Rifugio Locatelli. Mi siedo all’ombra dell’invernale e chiudo gli occhi: l’aria frizzante mi colpisce in faccia e faccio fatica a respirare. Riapro gli occhi e le Tre Cime sono proprio di fronte a me. Sono un Patrimonio Mondiale UNESCO, naturale e dal valore immenso.

Tre Cime di Lavaredo Dolomiti di Sesto

Le Tre Cime: le iconiche Dolomiti di Sesto

Ci sono connessioni con un luogo che non si possono raccontare. Un luogo lo si può immaginare quante volte volete, ma essere fisicamente lì significa diventarne parte integrante. Quel luogo è per me rappresentato dalle Tre Cime Dolomiti di Sesto, simbolo iconico ed indiscusso dell’Alto Adige e delle Dolomiti Patrimonio UNESCO.

Sentivo l’attrazione per le Tre Cime ancora prima di iniziare ad andare in montagna. Non è facile spiegarlo, ma per me hanno sempre rappresentato un luogo quasi misterioso. Tre montagne famosissime e pubblicizzate dal turismo di massa, ma verso cui sentivo un richiamo fortissimo. Essere qui per me e Andrea oggi è a dir poco emozionante.

Tre cime, una diversa dall’altra, con la propria forma inconfondibile. C’è chi le chiama “giganti pallidi”, ma nella mia concezione sono sempre state al femminile, come le parole forza, natura e magia. Loro sono le “Tre Cime” per eccellenza. E nonostante tutte le persone arrivate per ammirarle da vicino, sembra di essere soli al loro cospetto. Mi danno una carica incredibile, una forza che viene da dentro, e starei ore a guardarle. Lascio Andrea sfogarsi con gli scatti fotografici, io mi sento dentro un dipinto dalle pennellate intense.

vista spettacolare Tre Cime Dolomiti di Sesto al Rifugio Locatelli

Le Tre Cime e il loro papà: il Monte Paterno

Non solo loro, la meraviglia di questo luogo è data anche dalla presenza di un altro vero gigante dolomitico: il Monte Paterno. Non ce lo aspettavamo affatto così grande e così imponente. Il Monte Paterno è semplicemente magnifico e sembra essere il papà delle Tre Cime. Poco distante da loro, cura e protegge le tre sorelle in modo “paterno”.

Il Monte Paterno è formato dall’intersezione di tre creste – la cresta Paterno a nord-ovest, la Croda Passaporto a sud e la cresta ad est, che si protrae verso il Pian di Cengia – da dove siamo arrivati noi oggi. Sono creste molto frastagliate, di diverse altezze e tutte attraversate dai resti dei camminamenti della Grande Guerra. Durante la guerra, infatti, il Monte Paterno fu molto conteso sia dall’esercito italiano che da quello austro-ungarico proprio per la sua posizione strategica a dominio di ben tre forcelle. Il Monte Paterno è un gigante dal cuore tenero.

segnavia al Rifugio Locatelli e Monte Paterno

baita ai piedi del Monte Paterno

Dieci anni di Dolomiti Patrimonio UNESCO

Lo scorso 26 giugno le Dolomiti hanno festeggiato un traguardo importante: da dieci anni l’UNESCO le ha riconosciute Patrimonio Mondiale per il loro valore estetico e paesaggistico e per l’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico. Dieci anni sembra un tempo relativamente breve per queste montagne, tra le più vecchie d’Europa. Così vecchie da sembrare eterne e, allo stesso tempo, così vulnerabili. Cime entrate nella leggenda nella notte dei tempi e che non ci siamo ancora stancati di scoprire. Le Dolomiti Patrimonio UNESCO sono cattedrali di roccia chiara che all’alba e al tramonto regalano scenari coloratissimi e suggestivi.

Se pensiamo un attimo alla parola “Dolomiti”, pensiamo ad una lunga catena montuosa fatta da tante cime frastagliate, ma non è così. Le Dolomiti comprendono ben nove sistemi montuosi separati tra loro da valli, fiumi e altre montagne. Questi nove “sistemi” sono distribuiti su un’area alpina molto vasta che tocca ben cinque province diverse tra loro.

Oggi siamo tra le Dolomiti di Sesto, che costituiscono le Dolomiti Settentrionali, la quinta delle nove zone riconosciute. Prima ancora dell’importanza del riconoscimento Patrimonio UNESCO, le Tre Cime sono entrate a far parte del Parco Naturale Tre Cime.

Sito Dolomiti UNESCO con le nove zone dall’eccezionale valore universale

Dolomiti di Sesto Patrimonio Mondiale UNESCO

Un Addio che diventa un arrivederci: ciao Tre Cime!

È già pomeriggio inoltrato e abbiamo perso la cognizione del tempo. Il tempo vola anche se non abbiamo Internet, incredibile ma vero. Dobbiamo separarci da questo luogo speciale e ci sembra di fare un torto ad andare via così presto. Abbiamo ancora circa due ore e mezza di cammino in discesa. Dopo un selfie e un saluto quasi religioso alle Tre Cime, ci incamminiamo verso il sentiero.

Ancora un attimo, continuo a ripetere, ancora un attimo! Le ho incontrate soltanto oggi per la prima volta e devo già salutarle. Come è possibile?! La discesa parte lenta ed è un continuo girarmi indietro per vederle da una nuova prospettiva. Loro sono sempre lì, non ci abbandoneranno subito. La Cima Grande, la Cima Ovest e la Cima Piccola. Le Tre Cime hanno nomi semplici ma già tanto cari.

emozionesuedtirol selfie Tre Cime Dolomiti di Sesto

discesa dal Rifugio Locatelli Tre Cime di Lavaredo

La discesa dalle Tre Cime, tra le Dolomiti di Sesto

Forse il nostro stupore non è ancora terminato. La cosa bella nel percorrere un giro ad anello è proprio questo: non ripercorrere mai lo stesso sentiero dell’andata, ma intraprenderne uno nuovo. Non sappiamo come sarà, ma il nostro ci riporterà dritti dritti al Rifugio Fondovalle, in Val Fiscalina. Il paesaggio cambia nuovamente, ma resta una costante: una vista spettacolare attorno a noi.

Il sentiero scorre abbastanza velocemente su tanti sassi bianchi e ci addentriamo sempre più nel verde della Val Fiscalina. Il colore verde spicca in modo sorprendente tra le vette e i ghiaioni che ancora ci fanno compagnia. Affrontiamo una serie di piccoli tornanti in discesa e un meraviglioso bosco di pini mughi, dove la vegetazione si fa ancora più fitta. Siamo quasi di ritorno al Rifugio Fondovalle, il nostro punto di partenza. E non vediamo l’ora di concederci una meritata birretta.

Discesa verso Rifugio Fondovalle Val Fiscalina

sentiero bosco pini mughi Val Fiscalina

Dolomiti di Sesto Val Fiscalina

Le Dolomiti di Sesto si preparano al tramonto

Come non si fa a non notare la poesia che Sesto regala verso sera? Sesto – Sexten è il paese che ci riaccoglie, con tutta la stanchezza che abbiamo addosso. Stanchi, ma ben appagati dalle cime dolomitiche che oggi siamo andati a trovare. Luoghi dove la natura ha dato libero sfogo alla propria creatività regalandoci vette dalle forme più bizzarre, ma così uniche da entrare nel nostro cuore. E ora è in arrivo un tramonto romantico, basta solo alzare gli occhi!

Le Dolomiti in Alto Adige sono la più bella opera architettonica al mondo, disse il famoso architetto Le Corbusier e noi non possiamo che essere d’accordo con lui. Sappiamo che siamo solo all’inizio del nostro viaggio all’interno dei siti dolomitici e l’emozione non finisce mai, ma si rafforza di nuovi desideri.

Il paradiso è fatto di montagne aguzze e di sentieri infiniti per raggiungerle. Il paradiso dolomitico oggi è entrato definitivamente nel nostro cuore.

vista su Sesto Dolomiti

tramonto Dolomiti di Sesto

Siamo in partenza per delle lunghe vacanze in Alto Adige Südtirol, non dimenticate di seguirci su Instagram!

Tante nuove Stories in arrivo. Alla prossima emozione!

Silvia e Andrea

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