Che bello essere sospesi in alto, tra Trentino e Alto Adige. Laddove i confini non esistono più, esistono solo le montagne e i sentieri silenziosi per raggiungerle. Partendo dal Passo Sella, vogliamo avvicinarci al Sassopiatto. Sì, il fedele compagno del Sassolungo, insieme rappresentano due monti amici da sempre protagonisti all’Alpe di Siusi.

Vogliamo fare un’escursione facile che toccherà un paio di rifugi, una splendida malga e poi ancora un altro rifugio, modernissimo. Infine faremo ritorno di nuovo a uno dei passi dolomitici più famosi della Val Gardena.

segnavia Passo Sella

Partenza dal Passo Sella, in Val Gardena

Raggiungiamo il Passo Sella partendo da Laion e attraversiamo tutta la Val Gardena. Attraversiamo di nuovo Selva, dopo solo qualche mese dalla nostra vacanza in questa valle. Una serie di tornanti e siamo a più di 2.000 metri. Il tempo di parcheggiare e constatare che la vista attorno a noi è già superba. Siamo circondati da montagne dolomitiche altissime, che meritano di essere ammirate facendo un giro su se stessi. A troneggiare però, davanti a noi, è il Sassolungo. L’ovovia color bianco latte, dallo stile un po’ rètro, conduce lentamente alla forcella e al Rifugio Demetz.

Il nostro obiettivo però è quello di esplorare tutta la zona del Sassopiatto, con i suoi rifugi e sentieri morbidi. È una zona nuova per noi e ne siamo entusiasti. Dal Passo Sella c’incamminiamo allora verso sinistra, in direzione del Rifugio Pertini, perché non troviamo altre indicazioni. Ci accodiamo, senza nemmeno farlo apposta, ad un gruppo di persone che andrà anch’esso verso il Sassopiatto. Un monte che ancora non vuole farsi vedere.

mucche ai piedi del Sassopiatto

Il paradiso degli yak… e dei krapfen

Camminiamo in leggera salita e dopo una mezz’oretta dalla partenza ci concediamo una piacevolissima sosta al Rifugio Friedrich August. Un rifugio che sembra una baita chic di montagna, tanto è bella fuori e soprattutto all’interno. Ed è così che dalla Val Gardena siamo passati alla Val di Fassa. Ed eccoci sospesi tra due vallate magnifiche. La natura è strepitosa, il verde che si ammira dal rifugio è sconfinato, per non parlare del super panorama di cui si può godere dalla terrazza.

Non mancano coloratissimi fiori e alcuni animali mai visti prima in Alto Adige. Nei prati attorno al rifugio ci sono infatti alcuni yak, divenuti il simbolo del Col Rodella. Del tutto pacifici, se ne stanno sdraiati indisturbati! Ma cos’è questo profumo di frittelle?! No, sono enormi krapfen appena fritti. Son in vendita all’esterno del rifugio ed è (quasi) impossibile non fermarsi a prenderne almeno uno. Uno vale una seconda, golosa colazione.

yak al Rifugio Friedrich August

krapfen Rifugio Friedrich August

Di passaggio al Rifugio Pertini, verso il Sassopiatto

Dal Rifugio Friedrich August proseguiamo lungo un sentiero ben battuto da molte famiglie, fatto da sali e scendi che costeggiano sempre la montagna. Il panorama si apre verso nuovi orizzonti e la mattinata si fa interessante, perché ho voglia di scoprire cosa ha in serbo questo sentiero e dove ci condurrà. E la voglia di scoprire è, come sempre, già la soddisfazione stessa.

sentiero verso Rifugio Pertini

Siamo in tanti a camminare e ogni tanto ci fermiamo a fare delle piccole soste. Ma ecco un altro profumo, è quello di carne alla griglia e formaggio alla piastra. Senza fare troppa fatica siamo appena arrivati al Rifugio Pertini. Un rifugio storico, a 2.300 metri, che abbiamo raggiunto in meno di un’ora di cammino. Il Presidente della Repubblica adorava così tanto questo angolo sulle Dolomiti, che nel 1986 il rifugio prese proprio il suo nome.

Rifugio Pertini

Fuori dal rifugio c’è un bel parco giochi, dove tantissimi bambini saltano, giocano e ridono senza tregua. È bello vederli rossi in viso dopo la camminata per arrivare qui e ancora carichi come molle. Nonostante il profumo invitante decidiamo di proseguire subito, lanciando un lungo sguardo sulle Dolomiti di Fassa più famose.

Alla Malga Sassopiatto, tra il Catinaccio e il Massiccio dello Sciliar

Da qui in poi il percorso si fa decisamente più tosto: guadagniamo quota in modo veloce, con alcuni tratti ripidi, dove bisogna prestare attenzione. Raggiungiamo un pianoro e davanti ai nostri occhi si presenta il Gruppo del Catinaccio in tutta la sua magnificenza. È incredibile vederlo da questa prospettiva. Superando l’ultimo tratto, eccolo finalmente. Stiamo camminando proprio sotto di lui, il Sassopiatto, con le sue imponenti pareti rocciose. E in lontananza un’altra presenza a noi cara, il Massiccio dello Sciliar, con il Rifugio Bolzano e il Monte Pez.

malga Sassopiatto

Ed ora il sentiero è completamente in discesa e ci avvicina sempre di più alla caratteristica Malga Sassopiatto. Una malga dove si possono trovare ed acquistare prodotti tipici e degustare sfiziosi piatti locali; un signore affetta lo speck proprio davanti a noi ospiti. In perfetto stile delle malghe sudtirolesi, merita sicuramente una piccola pausa rilassante. Fosse anche solo per visita ai loro bellissimi bagni! E c’è anche una piccola sauna esterna.

sdraio Malga Sassopiatto

Sempre più in alto, verso il grande Sassopiatto

Poco prima dell’omonima malga, abbiamo notato un piccolo sentiero che sale in direzione delle cime bianche del Sassopiatto. Ad Andrea viene una brillante idea, vuole provare a perlustrare questo nuovo tratto di montagna. E visto che nessuno sta salendo in questo momento, è sempre più deciso a provarci. Detto, fatto… e come sempre lo seguono con un po’ di fiatone. Abbassiamo lo sguardo e notiamo due piccole stelle alpine accanto a noi. Ma osservando meglio, ne troviamo tante altre. Sono già conquistata.

sentiero Sassopiatto

caproni del Sassopiatto

Una grande montagna di roccia chiara si staglia davanti a noi ed è a questo punto che capiamo che la salita non è adatta a tutti e soprattutto ci vuole ancora molto tempo per arrivare in cima. Inoltre il clima non è dei migliori, potrebbe cambiare e iniziare a piovere. Non ci resta che fermarci e guardarci di nuovo attorno. Ci troviamo in una sorta di conca tra le rocce del Sassopiatto e il panorama è impagabile. Per poter ammirare ancora meglio questo paesaggio saliamo di pochi metri e ci ritroviamo su un bel pratone, con vista a picco su tutta l’Alpe di Siusi. La vista è strepitosa e siamo appagati così.

stelle alpine

vista sull'Altopiano dell'Alpe di Siusi

L’Altopiano dell’Alpe di Siusi è ben visibile in tutta la sua completezza e nonostante il cielo a pecorelle sopra di noi, emerge il suo verde che più verde non si può. Abbassando lo sguardo notiamo il vero rifugio di questa grande montagna: il Rifugio Sassopiatto. Ancora qualche foto ed è meglio avviarci. In discesa la terra assume colorazioni più scure, del tutto inaspettate.

Un rifugio o un hotel 5 stelle? Il Rifugio Sassopiatto

Sì, a 5 stelle! E non intendo per la sua privilegiatissima posizione, ma proprio per la sua architettura pulita e moderna, ma calda e accogliente allo stesso tempo. Legno chiaro e vetro, accanto alla struttura storica del vecchio rifugio. Un unico complesso capace di inserirsi alla perfezione in questo paesaggio naturale. Noi un rifugio così non l’avevamo ancora mai visto!

Vogliamo tornarci e passarci almeno una notte, per poi tentare la vetta del Sassopiatto la mattina seguente. E vi sfido a seguirci per vedere se riusciremo a realizzare questo sogno un po’ ambizioso.

Il sito ufficiale del Rifugio Sassopiatto

Rifugio Sassopiatto

In poco più di un’ora e mezza, ripercorriamo il sentiero al contrario e non smettiamo di incontrare mucche libere e felici di scorrazzare per i prati. E poi ancora tante stelle alpine. Siamo quasi di ritorno al parcheggio e le gambe iniziano a fare un po’ male. Ma poco importa, ho negli occhi ancora il paesaggio che abbiamo scoperto oggi, a mano mano. Con la promessa di tornare al Sassopiatto il prima possibile.

sguardo al Massiccio dello Sciliar

Silvia e Andrea

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