Ci sono giorni in cui la luce invita ad uscire e andare a camminare. Per noi sono occasioni speciali per godersi una giornata all’aria aperta. E la luce di oggi fa venire voglia di salire sul tetto di una montagna. Questa montagna si chiama Seceda.

In realtà abbiamo gli occhi ancora pieni di sonno e fuori c’è qualche nuvola. E poi la colazione allo Gschloierhof a Laion è così buona! Dobbiamo andare a camminare per forza? La risposta è sì. Perché è come una forza segreta quella che ci spinge ad alzarsi da tavola e ad indossare zaino e scarpette leggere. Nulla ci può più trattenere, una nuova emozione ci chiama.

bambino Col Raiser Sassolungo Sassopiatto

Segnavia Col Raiser

Salita con la cabinovia Col Raiser, in direzione… Seceda

Il cielo si apre completamente, lasciando spazio ad un vivace colore azzurro. Raggiungiamo il paese di Santa Cristina in Val Gardena e seguiamo le indicazioni che portano al parcheggio della Cabinovia Col Raiser. Il biglietto di andata e ritorno costa 20 Euro, ma è molto comoda e per niente “paurosa” (e detto da me, è la pura verità). In pochi minuti, siamo come catapultati in un altro mondo. No, non sto esagerando. Il panorama oggi sarà strepitoso in ogni punto di osservazione, perché passeggeremo all’interno del vasto Parco naturale Puez-Odle.

Ho però un attimo di smarrimento al nostro arrivo, sono sopraffatta da troppi input sensoriali! Mi sento come Alice nel paese delle meraviglie. Da che parte andiamo? Posso restare a guardare l’infinito? Come faccio a raccontarlo poi se non mi fermo un attimo?

vista Val Gardena da Col Raiser

escursione Col Raiser Val Gardena

Abbiamo tutti i grandi protagonisti della Val Gardena proprio al nostro cospetto: il Sassolungo, il Sassopiatto, il Gruppo del Sella, ma anche il Gruppo del Catinaccio e il Massiccio dello Sciliar. Non manca più nessuno. Manca soltanto lui: il Seceda, ma ben presto andremo a camminare proprio sulle sue inconfondibili creste.

maestoso Massiccio dello Sciliar e parapendio

Un grande parco pieno di baite, in mezzo alla natura

La voglia di esplorare è tanta e ci dirigiamo verso l’inizio sentieri principali. Troviamo tante indicazioni diverse e persino una signora ranger in divisa pronta a consigliare le persone sul sentiero giusto. Ma forse è meglio camminare un po’ a caso, del resto è impossibile perdersi. Prima di arrivare alla cima del Seceda, c’è molto altro da scoprire.

Questo luogo è assolutamente ideale per i bambini. Molti sono infatti i sentieri facili e tutti conducono a numerose malghe e baite. L’impressione è quella di camminare all’interno di un grande parco giochi, dove le famiglie possono essere del tutto tranquille. Non c’è alcun pericolo, se non quello di non voler più tornare a casa.

malghe e baite Col Raiser

Obiettivo malga Pieralongia

C’è una malga all’interno di questo luogo che più di tutte vogliamo raggiungere. Piccola ed accogliente, si tratta della malga Pieralongia, proprio quella che avevamo provato a raggiungere in inverno, vi ricordate? Ci incamminiamo allora verso la sua direzione e iniziamo gradualmente a salire, sempre più in alto.

Lasciamo alle nostre spalle il Sassolungo e il Sassopiatto e ci troviamo circondati da tante mucche al pascolo, ma anche cavalli e asini. Strano ma vero, oggi non c’è silenzio in montagna, lo scampanellio è la sinfonia che s’innalza risuonando tra queste cime spettacolari. Eccola finalmente l’inconfondibile roccia che ricorda un trampolino: siamo arrivati alla malga Pieralongia. Ci fermiamo a bere un bicchiere di Skiwasser: ha tutto il gusto fresco del lampone e del limone.

roccia malga Pieralongia Val Gardena

Malga Pieralongia Val Gardena

Gli animali della baita Troier Hütte

Resteremmo sdraiati fuori dalla malga per tutto il giorno, ma dobbiamo proseguire. In poco più di mezz’ora raggiungiamo anche la baita Troier Hütte, che rappresenta un altro piccolo angolo di pace e di divertimento per i più piccoli. Se non avete voglia di camminare oltre, potete tranquillamente fermarvi qui. E pure la vostra pancia. Potete anche accarezzare un simpatico lama e un timido alpaca. Noi, ora, non faremo più pause, perché la strada verso il Seceda è tutta in salita.

malga Troier Seceda

La Forcella Pana e le creste del Seceda

Una grande luce sembra accecare la vista, ma ormai manca poco. Intravediamo già il profilo delle creste del Seceda, che si stagliano nel cielo più blu che ci sia. Ma è solo una volta raggiunta la Forcella Pana che possiamo finalmente perderci nel paesaggio attorno a noi. Quanta bellezza! Un incredibile capolavoro della natura.

Intravediamo la malga Brogles, che ci aveva colpito così tanto. Ho una serie di vertigini, ma resisto e ritrovo l’equilibrio. Mentre Andrea scatta foto a più non posso, riesco persino a raggiungere altri punti più esposti e ancora più panoramici. Ci sono le nostre amiche Odle, così unite al Seceda, tanto da essere inseparabili. Viste da questa altezza, le Odle hanno una forma del tutto nuova.

malga Brogles dall'alto del Seceda

Camminiamo ancora un po’ in cresta, dove tira un venticello da pelle d’oca. D’altronde siamo a quota 2.500 metri e sembra di dominare l’intera valle. Non smetto di ammirare questi prati tagliati alla perfezione e posso solo ammettere che ovunque io guardi, gli occhi dietro agli occhiali da sole trovano solo cose belle. Posso fermare il tempo in questo esatto istante? È il momento migliore per farci una fotografia insieme.

prati e creste del Seceda

emozionesuedtirol sul Seceda

Pranzo alla batia Sophie, ai piedi del Seceda

Andrea raggiunge anche il punto più alto del Seceda, mentre io lo aspetto comodamente sdraiata all’esterno della Baita Sophie. Beh, chiamarla “baita” è davvero riduttivo, perché questa struttura offre un ristorante d’eccellenza ai piedi del Seceda appena conquistato. Abbiamo addosso tutta l’adrenalina che questo monte ha saputo donarci e, per questo motivo, non vogliamo ancora scendere.

La baita Sophie è brulicante di gente, nonostante sia ormai metà pomeriggio. Abbiamo fame e ci concediamo un boccone senza alcuna fretta. La baita è davvero molto bella anche all’interno, dove il legno chiaro e le decorazioni uniche impreziosiscono l’ambiente. Ci sentiamo quasi dei VIP! Il menù è molto curato, ma dobbiamo segnalare che i prezzi sono – giustamente – medio-alti.

Baita Sophie Seceda Val Gardena

Una discesa felice dal Seceda

Dopo così tanta luce, è il momento di avviarci di nuovo verso la cabinovia Col Raiser. Affrontiamo dunque una discesa veloce che, in poco più di un’ora, ci riporta al nostro punto di partenza, passando per altre baite e malghe. C’è davvero l’imbarazzo della scelta per dove fare una pausa e dove perdersi a fotografare. È impossibile non rimanere con il sorriso stampato sul volto.

Il sole è caldo in cielo, voglio fermarmi a bere una limonata tutta di un fiato, magari all’ombra di un pino cembro. Andrea opta per una birra Weiss e prende posto su una sdraio della malga Odles. Voglio solo immagazzinare questa luce diffusa per farne scorta per l’inverno. Ma oggi, l’inverno, è ancora molto lontano.

di corsa giù dal Seceda

Uno spettacolo di giornata, uno spettacolo naturale tutto da vivere. Il Seceda ci ha conquistato.

Silvia e Andrea

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