Alzi la mano chi vuole toccare il cielo con un dito. Dopo la nostra passeggiata sull’Alpe di Siusi, abbiamo tutto il desiderio di conoscere un nuovo altopiano, da cui ammirare le Dolomiti. La nostra meta è il Corno del Renon, vale a dire la punta più alta dell’omonimo altopiano, uno dei punti più panoramici di tutto l’Alto Adige. E per scoprirlo scegliamo una giornata particolare, caratterizzata dalle fitte nebbie che nascondono, come sotto una grande coperta bianca, tutti i colori dell’autunno. Riusciremo ad andare più in alto delle nuvole?

omini di pietra sul Corno del Renon

Destinazione Paradiso: l’Altopiano del Renon

Attendevamo un lungo weekend di festa già a fine estate, quando il rientro al lavoro ha la brutta capacità di far dimenticare il bel tempo trascorso tra i monti e il Natale è ancora lontano. In programma abbiamo tre giorni di evasione, in un luogo nuovo per noi, che si trova sopra Bolzano. Partiamo da casa con il buio e in tempi record, usciamo al casello di Bolzano nord e percorriamo le curve morbide tra i vigneti ancora infiammati dai colori d’autunno, in direzione del Renon.

La strada sale costantemente, passiamo accanto al grande stabilimento dell’azienda Loacker per poi proseguire ancora. Sono circa sedici i chilometri che separano la città capoluogo dall’Altopiano del sole, così com’è chiamato la zona del Ritten – Renon, famosa per il suo clima mite d’inverno e soleggiato in estate. Il Renon rappresenta il luogo di villeggiatura preferito da molte famiglie, che ancora oggi raggiungono l’altopiano con estrema facilità e trascorrono vacanza in pieno relax. E poi qui c’è il famoso Trenino del Renon!

Direzione Renon da Bolzano nord

Con la Cabinovia del Corno del Renon

Raggiungiamo il paese di Collalbo e seguiamo le indicazioni della stazione a valle della Cabinovia del Corno del Renon. Troviamo facilmente il grande parcheggio, ancora del tutto deserto. Siamo i primi oggi. Dobbiamo confessare che saremmo potuti partire a piedi direttamente da Collalbo, senza prendere quindi la cabinovia. Ma il sole è ancora nascosto ed è piuttosto umido oggi. Inoltre con la Ritten Card si ha diritto ad una corsa giornaliera gratuita. Un po’ di comodità piace anche a noi! La cabinovia è velocissima ed è in funzione da fine maggio a fino ad inizio Novembre.

Sento un’aria sferzante sul viso, sono contenta di essermi coperta bene prima di partire a camminare. C’è un muro di nebbia da affrontare, che ci fa perdere l’orientamento. Fortunatamente le indicazioni non mancano mai e decidiamo di percorrere il sentiero classico, in solo un’ora ci porterà sul Corno del Renon. Sappiamo già che dovremo tornare con il sole per percorrere il sentiero panoramico n. 19: un sentiero circolare e pianeggiante che si collega poi al sentiero Cieloronda.

Corno del Renon segnavia

Verso il Rifugio Corno del Renon

Abbiamo una missione, dobbiamo sbucare dalle nebbie e raggiungere la vetta al Corno del Renon, con il suo rifugio. Affrontiamo un primo tratto a piedi in piano, completamente avvolti dalle nuvole basse. Qua e là però le nuvole sembrano spostarsi al nostro passaggio, quasi come se avessimo il potere di spostarle noi.

Raggiungiamo il bivio alla Felturer Hütte, dove prendiamo un sentiero in salita dolce ma costante: sicuramente un bell’esercizio mattutino. È bello fare un po’ di fatica o, come diciamo noi, “fare andare le gambe” da sole. Salendo ritrovo quella sensazione di benessere che tanto mi piace e che mi fa piacere la montagna. Ogni volta sempre di più. Improvvisamente assistiamo un piccolo miracolo: siamo usciti dalle nuvole! Stiamo vivendo un meraviglioso giorno di sole novembrino.

sentiero verso il Corno del Renon con nebbia

Il mare di nuvole bianche in vetta al Corno del Renon

Sopra il Corno del Renon, sopra un mare bianco

Liberi di volare! La nostra è una sensazione di assoluta libertà. Non abbiamo ancora raggiunto il rifugio simbolo del Renon, perché lo spettacolo è già dietro di noi. È impossibile non girarsi su se stessi per scattare foto sensazionali. Stiamo sovrastando un grande mare bianco, fatto di nuvole soffici. Nulla riesce però ad immortalare meglio ciò che proviamo: quassù le montagne e i sentimenti si fondono in un tutt’uno ed è una nuova, gigantesca emozione. Ho come un brivido. Sta soffiando un vento forte e gelido, che profuma di neve d’inverno.

Rifugio Corno del Renon

libertà sul Corno del Renon

Ci copriamo meglio, vogliamo restare qui a goderci il grande panorama davanti a noi. È una sorta di privilegio e di conquista raggiungere luoghi naturali così sorprendenti. È bello poter immaginare il mondo sottostante che non si ferma mai, oggi sembra come caduto in uno strano incantesimo. Se apro le braccia, mi sembra di spiccare il volo, per andare ancora più in alto.

segnavia rocce Dolomiti Renon

Tutte le Dolomiti dal Corno del Renon

L’occhio cade subito sui grandi protagonisti che hanno fatto compagnia a tutte le nostre recenti escursioni: dal Gruppo delle Odle, al Sassolungo e Sassopiatto, dal Gruppo del Catinaccio e del Latemar, alle Alpi Sarentine. Senza occhiali da sole farei fatica a distinguere le singole cime. E se non fosse per il freddo, sembrerebbe di essere di nuovo in piena estate. Mi siedo su una roccia e mi gusto un piccolo spuntino in quota.

relax sul Corno del Renon

Attendo pazientemente Andrea che si sta divertendo a fotografare e resto come in contemplazione: non ho mai visto nulla di simile prima d’ora. Ancora non mi capacito di come la natura possa stupirmi ogni volta, con effetti “speciali” del tutto imprevisti. Dobbiamo immortalare questo momento e allora scatta il momento dell’autoscatto. C’è tutta la nostra gioia incontenibile.

autoscatto sul Corno del Renon

Un pranzo all’aperto a Novembre

Prima che salgano nuovamente le nuvole o, peggio, che si metta a piovere, ci avviamo verso la discesa. Non prima però di lanciare ancora uno sguardo al Sig. Corno. Solo pochi giorni di attesa ancora e qui sarà il regno indiscusso degli sciatori. In una giornata di sole e neve lo scenario sarà ancora più straordinario.

paesaggio quasi invernale

Scendiamo di quota e il vento sembra placarsi. Raggiungiamo la baita Feltuner Hütte dove, in un attimo, decidiamo di pranzare comodamente seduti all’aperto. Il menù è invitante e noi abbiamo fame. Ma giusto il tempo di gustarci un piatto caldo ed ecco che il cielo si copre nuovamente. Siamo stati fortunati, non possiamo certo lamentarci. Prima di fare ritorno alla cabinovia, facciamo una piccola tappa alla Cima lago nero e il labirinto verdissimo di pini mughi. Torneremo ancora sul Corno del Renon, per scoprire meglio le sue tante ricchezze naturali.

Feltuner Hütte

Sassolungo e Sassopiatto dalla Feltuner Hütte

Raggiungere il Corno del Renon senza auto

Un’alternativa ecologica e assolutamente divertente: raggiungere l’altopiano del Renon lasciando l’auto a Bolzano. Con la modernissima Funivia del Renon si arriva al paese di Soprabolzano, per un’esperienza super consigliata e super panoramica. Il viaggio dura meno di un quarto d’ora, bastano infatti pochi minuti per poter ammirare l’intera città dall’alto. C’è tutto il verde che la circonda, compresi i suoi vigneti e i boschi che circondano il Renon.

La funivia è così comoda che non fa nemmeno impressione mentre sale veloce. Fuori dall’arrivo della funivia a monte si prende il Trenino del Renon, per scendere alla fermata di Collalbo. Infine, con il bus n. 166 è possibile raggiungere la stazione di partenza della Cabinovia del Corno del Renon.

Il sito ufficiale del Corno del Renon – Comprensorio sciistico

Silvia & Andrea

Lascia un commento