Vi ricordate quanto era bello ricercare le cartoline dei luoghi delle nostre vacanze, per poi spedirle agli amici e ai parenti? Non si spediscono più, purtroppo. Perché ormai ci sono le fotografie-cartoline, che viaggiano veloci e in quantità industriali sui social. Lo ammettiamo, anche a noi piace catturare gli scorci più belli dei nostri viaggi in Alto Adige. E un luogo che si presta benissimo per questo è sicuramente quel grande altopiano sopra Bolzano. Un posto nuovo per noi, che ci vuole condurre dritti dritti verso una delle tante meraviglie della natura: le Piramidi di terra del Renon. Possiamo inviarvi una cartolina da questo luogo incredibile?

Piramidi di terra del Renon indicazione

Caccia al tesoro a Longomoso

Una cartolina deve riuscire a trasmettere tutte le emozioni provate in un luogo speciale. Tanto speciale, che si carica d’affetto infinito. Anche le nostre cartoline viaggiano sui social, Instagram soprattutto. E quando decidiamo di partire per l’Altopiano del Renon, decidiamo di indossare, ancora una volta, gli occhi curiosi di quando eravamo bambini. Abbiamo poche informazioni sulle piramidi di terra di questa zona, perché non vogliamo rovinarci la sorpresa.

Eravamo già stati alle Piramidi di terra di Perca, in Val Pusteria. Il fenomeno spettacolare della natura ci aveva conquistato. Tocca andare ora a caccia delle piramidi di terra del Renon. Per farlo bisogna raggiungere Collalbo e, subito dopo, la località di Longomoso, a 1.154 metri d’altezza. Da qui dovrebbe essere facile seguire le indicazioni per le piramidi. Dovrebbe!

Autunno a Longomoso verso le piramidi di terra

Ma dove sono le Piramidi di terra?

Siamo così sicuri di trovarle che decidiamo di non seguire Google Maps, bastano i cartelli. Eppure… ci perdiamo. Forse è più facile orientarsi sui sentieri di montagna che non tra le viuzze di questo paesino! No panic, il problema è che ci sono vari punti di partenza e numerosi parcheggi comodi in zona. La strada che porta verso le Piramidi di terra – quelle di Longomoso appunto – è però soltanto una.

Da Longomoso, verso le Piramidi

La zona del Renon è ricca di prati infiniti, verdi vallate ed alberi variopinti. Ma anche paesini idilliaci, laghetti e incredibili monumenti naturali. Dall’altopiano e, in particolare, dal Corno del Renon, si può lanciare uno sguardo infinito verso e le vette delle Dolomiti.

Siamo a Longomoso, ad un chilometro dal centro di Collalbo. Siamo subito catturati dalla bellissima Chiesa di Maria Assunta, un gioiellino risalente al 1200. È proprio qui che ci perdiamo. Da che parte dobbiamo andare? C’è parecchia gente che passeggia come noi, molte le famiglie munite di passeggini per i bimbi. Forse dobbiamo solo seguirli.

Chiesa S. Maria Assunta Longomoso

Ci siamo, imbocchiamo il sentiero n° 24 dopo aver camminato per qualche minuto tra le case di Longomoso. Non era poi così difficile arrivarci, i cartelli sono tanti e traggono chiunque in inganno. Per orientarsi suggeriamo di seguire i bollini verdi con il simbolo delle piramidi. Li trovate sul marciapiede che conduce all’inizio del sentiero sterrato.

Sentiero n° 24 verso Piramidi di terra del Renon

Il consiglio in più: a Longomoso c’è un altro gioiello da andare a visitare, è il Santuario di Maria Saal.

Il foliage colorato del Renon

L’autunno è nel pieno del suo lavoro e il paesaggio si prepara, con molta lentezza, all’arrivo delle temperature più gelide. Gli alberi dei boschi del Renon si stanno spogliando della loro chioma e solo le foglie più tenaci resistono ancora aggrappate ai rami. Il sentiero che abbiamo intrapreso non è un sentiero di montagna, ma una piacevole passeggiata all’interno di quest’angolo di Alto Adige multicolor.

Paesaggio autunnale a Longomoso, Collalbo

Il paesaggio è a dir poco pazzesco! Ci sono boschi variopinti e sullo sfondo le cime più famose della Val Gardena. Il foliage dai toni caldi e il profumo di sottobosco umido riempiono i nostri sensi. Ha un qualcosa di terapeutico questa camminata, che obbliga a fermarsi e a contemplare il lavoro perpetuo della natura. È come un caos “calmo”, che opera silenziosamente mentre il mondo corre veloce.

E mentre rifletto su questo, quasi non mi accorgo che siamo già arrivati così vicini a loro. Il sentiero cede il posto a delle terrazze panoramiche in legno, da dove ammirare tutta la distesa di piramidi che decorano la valletta di Rio Fosco.

terrazza parnoramica e pontili verso piramidi di terra del Renon

Le Piramidi di terra (e di roccia) del Renon

L’Altopiano del Renon è chiamata, non a caso, la “patria delle piramidi di terra”, perché innumerevoli sono le sottili colonne che s’innalzano dal terreno. Costituiscono un grandissimo monumento della natura, degno di una cartolina. Chiamate anche “piramidi di roccia”, poiché sulla loro sommità giace un bel sasso. Esso ha la capacità di sostenere anche le piramidi più alte e più sottili.

La roccia resta ancorata alla sua piramide in un equilibrio delicatissimo: se la roccia si stacca dalla sua piramide, la colonna di terra formatasi negli anni – grazie ad un incredibile gioco della natura – è condannata a sgretolarsi velocemente. Il sasso è il suo cappello, l’ornamento più bello per proteggerla.

La Piramidi di terra di Longomoso - Renon

Come si sono formate le piramidi? La risposta ce la suggerisce la natura stessa, che continua a creare nuove formazioni di materiale argilloso-morenico, di colore chiaro e di origine glaciale. Ma in passato lo scioglimento dei ghiacciai della Val Isarco e la conseguente siccità hanno fatto sì che l’azione delle piogge erodesse il terreno di alcune valli, causando rotture e sgretolamenti del terreno. Grosse scarpate si sono fatte largo tra loro e le rocce presenti si sono unite all’argilla del terreno creando una barriera contro l’acqua. Il materiale non arrivò quindi a valle, ma creò lunghe e sottili colonne, molte delle quali unite tra loro. Ancora oggi possono nascere nuove piramidi.

Uno scatto alle piramidi di terra di Longomoso

Guarda il video delle Piramidi terra di Longomoso – Renon:

Un paesaggio da immortalare e da regalare

Il paesaggio è impreziosito dalla presenza di alcune chiesette ben inserite nell’ambiente. Pare che un grande architetto abbia ideato e progettato da lassù sia un’opera d’arte naturale (le piramidi), sia il paesaggio da cartolina qui attorno. La Chiesa di San Niccolò a Monte di Mezzo per esempio. Le tante fattorie, le mucche ed alberi sparsi sembrano essere stati “collocati” con una logica urbanistica che dona armonia. Niente sembra essere lasciato al caso, la natura incontra l’opera dell’uomo in una pacifica convivenza.

Chiesa di San Niccolò Monte di Mezzo

Scegliere una cartolina dal Renon è ormai impossibile. Sceglierne una da conservare dentro di sé è invece molto facile. Io scelgo questa qui sotto, dove i colori la fanno da padrone. Ma alle piramidi di terra di Longomoso è possibile spedire delle vere cartoline! Sì, proprio come una volta e direttamente dalla terrazza più panoramica. Basta un pensiero, un saluto ed ecco che l’emozione prende forma nella cartolina che l’Associazione Turistica del Renon si incarica di affrancare e spedire a loro spese.

Forse sono io ad essere un po’ old-fashioned, ma quanto sarebbe bello se anche in altri luoghi, altrettanto unici e affascinanti, ci fosse la possibilità di inviare una cartolina-ricordo?

Paesaggio dalle Piramidi di terra di Longomoso

Se il Renon è la patria delle piramidi, beh ci toccherà tornare per andare alla ricerca delle altre formazioni singolari che si trovano in questa regione sopra Bolzano. Oltre a quelle di Longomoso, ci sono alcune altre formazioni anche nella valletta di Rio Rivellone – nei pressi di Soprabolzano – e nella valletta di Rio Gasterer, a Auna di Sotto. Perché le cartoline da inviare e collezionare sono davvero infinite.

*** Scopri anche Trenatale: il mercatino di Natale sul Renon! ***

Silvia & Andrea

Lascia un commento