Sulla cima degli omini di pietra in inverno

Un’escursione in un luogo leggendario, che si carica di fascino anche in inverno. È quella che porta agli omini di pietra, su un bel pianoro della Val Sarentino, una cima tanto bella quanto misteriosa. Sì, perché dovete sapere che qui, tantissimi anni fa, s’incontravano le streghe. Dico davvero!

Sulla cima degli omini di pietra è possibile rifarsi gli occhi con una super vista sulle vette circostanti. Ed è per questo che ne siamo così attratti. Ma anche perché vogliamo riuscire ad arrivarci, dopo il tentativo (fallito!) della scorsa primavera. Questa volta il tempo è perfetto, la neve caduta nei giorni scorsi regala un paesaggio fatto di boschi innevati e cielo blu intenso. Questa volta andremo a salutare anche noi gli omini di pietra. E non abbiamo paura.

Omini di pietra in inverno

Escursione invernale agli omini di pietra

Ci sono diverse opzioni e diversi sentieri per raggiungere la cima degli omini di pietra. Il sentiero che scegliamo noi rappresenta un’escursione adatta a tutti e in tutte le stagioni. Arrivare in Val Sarentino è allo stesso modo accessibile da più strade. Con la neve non vogliamo complicarci troppo la vita e decidiamo di raggiungere il paese di Meltina da Merano.  Qui parcheggiamo al primo spiazzo che troviamo in località Kircheben, a 1.352 metri.

Il parcheggio è all’ombra di un bosco ghiacciato e come scendo dall’auto, sento i piedi scivolare sul terreno. Niente paura, indosso subito gli scarponi e prendo le racchette da neve e così fa anche Andrea. Affrontiamo la prima mezz’ora di camminata circondati da alberi innevati, come fatati. La traccia è ben segnata e piena di neve, ma non si affonda troppo. È la prima passeggiata che mi concedo dopo diverse settimane, se non mesi. Le gambe sembrano però andare da sole. Stiamo percorrendo il sentiero n. 15, quello che in meno di un’ora ci porterà alla prima malga: la Sattlerhütte.

Alla malga Sattlerhütte

Abbiamo appena perso l’orientamento, ebbene sì. Abbiamo perso di vista la segnaletica biancorossa sugli alberi. Continuiamo allora a camminare e capiamo di aver deviato sul sentiero 38. Forse la neve ci ha tratto un po’ in inganno. Il rumore di una motosega riecheggia in sottofondo e l’aria si profuma di legno di bosco.

Solo pochi minuti e siamo alla Sattlerhütte, facilmente raggiungibile anche in auto. Il comignolo della malga fuma, altre persone come noi proseguono già a passo spedito senza fermarsi. Dobbiamo raggiungere anche noi la seconda malga e da lì intraprendere una piccola salita fino ai nostri cari omini di pietra.

Omini di pietra in inverno malga Sattlerhütte

Affrontiamo alcuni tratti in piano, altri in leggera salita, che ci regalano una camminata mai noiosa. I punti esposti al sole ci regalano quel tepore che entra nelle ossa e che motiva a proseguire. Nemmeno mi rendo conto che sto camminando già da un po’ in compagnia di diversi amici a quattro zampe che corrono e giocano sul sentiero di neve. Ci superano per poi tornare indietro verso i loro proprietari.

… e alla Möltner Kaser

Un’autentica malga di montagna, piccola ed accogliente, la Möltner Kaser invita a fermarsi e a dimenticarsi del tempo. Qui è dove pranzeremo con tutta calma un gustoso pranzo. Prima però gli omini (e le temutissime streghe) ci aspettano. Riprendiamo il cammino velocemente, senza indugiare. Ci vorranno circa 50 minuti per raggiungere la cima in programma per oggi. Occhiali da sole, guanti pesanti… e passo convinto.

Omini di pietra in inverni Möltner Kaser

Attraversiamo un altro bosco, più fitto, e non appena usciamo alla luce del sole, una sferzata di vento gelido ci colpisce il viso. Da qui in poi le sue raffiche si faranno sempre più forti. Oltre al berretto, mi copro la testa anche con il cappuccio della giacca ed è una bella sensazione di protezione.

Proseguiamo spediti verso la cima degli omini di pietra, la salita in inverno è, a nostro avviso, ancora più stimolante. Siamo motivati a non mollare, nonostante il vento sempre più forte e disturbatore. Intravediamo la croce e… qualche piccolo ometto. Non manca molto.

segnavia omini di pietra in inverno

Tra gli Stoanerne Mandln dell’Alto Adige

Ho il fiatone, ma ce l’ho quasi fatta. Siamo sul Monte Schöeck e attorno a noi ci sono più di cento omini di pietra, uno diverso dall’altro. Questi cumuli di pietra, chiamanti Stoanerne Mandln in dialetto locale, ricordano un esercito di piccoli e valorosi uomini posti a difesa della montagna. Che poi tanto piccoli non lo sono: mediamente ad altezza uomo, sicuramente anche più alti di me. Resistono tenacemente nonostante il vento tremendo che soffia oggi.

Non posso fare a meno di fare un giro su me stessa, anche se non sono ancora arrivata alla croce e il vento mi schiaffeggia. Con un colpo d’occhio posso riconoscere tutto l’Alto Adige: dalle montagne sopra Merano, alle Alpi Sarentine e poi via via tutte le cime dolomitiche più note, fino a tutto il Catinaccio. Parte un sorrisone, nascosto dentro il mio giubbotto. E subito dopo un applauso, che sento solo io e che accompagno a piccoli gridolini di gioia.

La croce e il significato degli omini di pietra

Miti e leggende avvolgono da anni questo luogo speciale e non è difficile crederlo. Voglio allora andare a toccare la croce con i miei guanti e testimoniare così il mio passaggio quassù. Siamo a 2.003 metri d’altezza ma sembra molto, molto di più. Voglio percepire un po’ di quella magia a paura al tempo stesso che può dare questo luogo. Proprio qui le streghe, nel Medioevo, ballavano tra le figure di pietra e celebravano i loro riti più segreti.

Ci sono protocolli del tribunale risalenti al 1540 a testimonianza di tali danze, non sto dicendo bugie! Eppure la sensazione che avverto è solo quella di una pace meravigliosa, dopo una buona dose di adrenalina. Il panorama è magnifico, con gli omini di pietra che rendono il luogo ancora più particolare. Sono forse io la strega oggi? Lasciatemi ballare.

In vetta alla cima degli omini di pietra

Streghe a parte, gli omini di pietra sono utilizzati da moltissimi anni per segnalare i percorsi nei loro punti più nascosti, o dove non vi sono indicazioni ufficiali. Sono gli stessi escursionisti a crearli, con i loro passaggi, mantenendo la traccia nel tempo. Io non oso toccare nemmeno di questi sassi, sono talmente preziosi che mi sembra di camminare in un museo di storia.

Posso solo immaginare quante persone siano passate di qui e si siano lasciati “ubriacare” dalla stessa felicità delle streghe. Questi omini così vigili danno un senso di rassicurazione, restando a difesa anche in inverno. Non si scompongono mai, nemmeno di fronte a noi escursionisti decisamente casinisti e gioiosi.

GLi omini di pietra torrette di pietra

Gli omini di pietra… e la strega Pachlerzottl

Il vento continua a soffiare così forte che sembra scacciarci da questo incredibile pianoro soleggiato. Va bene, va bene, avete vinto voi omini. Volete rimanere da soli di fronte a questo spettacolo della natura! Non ci resta che avviarci in discesa, scattando ancora alcune foto e resistendo al freddo pungente che proviamo. Per rendere l’idea: io non riesco nemmeno a scattare una foto senza guanti, le mani si raffreddano all’istante.

Ci fu una strega che più di tutte divenne famosa in tutta la Val Sarentino: era la strega Pachlerzottl, ma la sua storia è molto triste. Il suo nome era Barbara in realtà e fu accusata di stregoneria fin da bambina. Barbara amava la natura e i boschi. Da grande si trasferì al maso Pachler, in quanto sposò il proprietario del maso. Nonostante la lontananza dal suo paese d’origine, fu sempre invidiata dai vicini e le sue abitudini sollevarono molti sospetti anche tra i nuovi vicini.

La giovane cadde così nello sconforto e iniziò a girovagare per le montagne, isolandosi da tutti. Il suo aspetto diventò disordinato e questo le fece guadagnare il soprannome di “Pachlerzottl”, che significa più o meno la “scarmigliona del maso Pachler“. Le autorità, venute a conoscenza della storia e la stranezza di questa ragazza, la catturarono e la rinchiusero in prigione, per poi condannarla al rogo.

Purtroppo non sappiamo altro di questa strega. Chissà se la sua anima si nasconde ancora nel bosco che circonda questa montagna. E chissà se ancora continua ad ammirare questo quadro naturale, fatto di armonia e bellezza.

Nuove, nuovissime escursioni invernali sono in arrivo! Restate con noi.

Silvia & Andrea

Silvia

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