Al Rifugio Santa Croce di Latzfons con la sua chiesetta

Tanta era la voglia di tornare a viaggiare in Alto Adige e questo nostro ritorno avrebbe avuto un gusto del tutto nuovo. Avevamo soltanto l’imbarazzo della scelta per primissima gita post lockdown e non avevo nemmeno intenzione di arrovellarmi troppo la testa per decidere dove, come e quando andare. Tra gli appunti dei luoghi da non perdere nella bassa val Isarco ci eravamo segnati il Rifugio Santa Croce di Latzfons, con la vicina chiesetta che rappresenta il santuario più alto in Alto Adige. Un piccolo luogo speciale, raggiungibile attraverso un comodo sentiero in circa due ore. Semplicemente perfetto per noi.

Poco importa se dopo tutto questo tempo ci troviamo a dover fare di nuovo le corse per preparare un borsone e uno zaino, anche questa volta, sempre troppo pesanti. C’è dentro tutto il desiderio di andare. Nella mia testa sono pronta da settimane per questa piccola vacanza. Lassù ci sono cose belle, che non aspettano altro di essere scoperte.

inizio sentiero Rifugio Santa Croce di Latzfons

Partenza da Kühhof – Latzfons

Dall’uscita Chiusa – Val Gardena del Brennero, ci lasciamo guidare dal navigatore verso il paese di Latzons, proprio sopra Chiusa. Qualche dolce tornante, l’attraversamento del paese di Velturno e in pochi istanti siamo già discretamente in alto. I prati sono verdissimi e rappresentano appieno l’estate ormai imminente. Il cielo invece è azzurro puro, chiazzato con bellissime nuvole bianche che si rincorrono. Ha piovuto molto nei giorni scorsi e i colori sono ancora più intensi del solito. Siamo già felici.

Raggiungiamo il comodo parcheggio dal maso di Kühhof ed ecco la prima sorpresa: sui prati attorno a noi ci sono tantissime mucche al pascolo. Siamo d’altronde a quota 1.560 metri e il loro scampanellio è intenso e bellissimo. Le vitelle ci guardano già incuriosite, nonostante nel parcheggio ci siano altre auto. Questa per noi sarà una breve escursione pomeridiana.

Mucca sul sentiero verso il Rifugio Santa Croce di Latzfons

Ci avviamo verso il rifugio Santa Croce di Lazfons con tutta tranquillità. La sensazione è di aver lasciato l’auto nel parcheggio perfetto, ora siamo già sul sentiero perfetto, tra prati pieni di fiori. È tutto così semplice qui e questo percorso è certamente adatto a tutti, bici e passeggini compresi.

Dopo un primo tratto asfaltato, il sentiero si mantiene comodo e largo, in leggera salita. Alla nostra destra e alla nostra sinistra ci fanno compagnia boschi freschi e prati con una distesa incredibile di fiori di campo. L’aria è calda e fresca al tempo stesso, non si suda nemmeno, sono le condizioni perfette.

Sentiero verso il Rifugio Santa Croce di Latzfons

Mucche a Kühhof

Profumo di prati, di boschi, di libertà

In questo pomeriggio ci siamo solo noi, i fiori e dopo aver salutato le mucche, regna il silenzio assoluto. Iniziamo a salire un po’ di quota e a incrociare qualche altro camminatore come noi. È bello tornare a salutarci con un Buongiorno! Hallo! Salve! Servus! Poco importa la lingua in questo momento, il sorriso ci rende uguali. È un sorriso finalmente libero di volare e di mostrarsi in tutta la sua felicità. Stiamo camminando sempre su un bel sentiero facile e molto panoramico.

Panorama e prati da Latzfons

Dopo circa un’ora di cammino arriviamo al primo ristoro presente sul sentiero, che si apre ora a una grande radura. Siamo arrivati infatti al Rifugio Chiusa, dove le bandiere sventolano forte e sembrano salutarci.

Ci sono alcune famiglie intente a gustarsi una merenda, i bambini giocano nel grande spazio presente davanti al rifugio. Sono bellissime le grandi altalene di legno che guardano verso la valle. Guardano verso le Dolomiti, guardano verso l’infinito.

La Via Crucis verso il rifugio Santa Croce di Latzfons

Dobbiamo continuare e sappiamo che da qui in poi il sentiero si farà più ripido, sicuramente non sarà facile come quello che ci ha condotto quassù, a 1.900 metri. Ci vorrà solo un’ora e sono disposta a fare fatica. Il cammino diventa una Via Crucis contrassegnata da quindici stazioni di legno e sono curiosa di vederle tutte. Superiamo le due ultime baite di legno poco sopra il rifugio, un sorso d’acqua freschissima e affrontiamo la salita.

Rifugio Chiusa, Latzfons

Vista dolomitica sulla Via Crucis verso il Rifugio Santa Croce di Latzfons

Ci addentriamo tra profumatissimi pini mughi e superiamo una cascata di acqua scrosciante. La intravediamo da lontano e stiamo per raggiungerla. Anche se è piccola, si trova in una posizione che domina tutta la valle sottostante. Raggiungiamo l’ultima stazione della Via Crucis con un po’ di fiatone e capisco bene come mai ogni anno tanta gente si reca alla piccola chiesetta accanto al rifugio Santa Croce di Latzfons. Siamo arrivati in un luogo davvero speciale, si gode di una vista sorprendente.

Ultima tappa della Via Crucis Latzfons

La chiesetta Santa Croce di Latzfons

Una chiesa piccola ma importante, meta di numerosi escursionisti e pellegrini durante tutto l’anno. La chiesetta Santa Croce di Latzfons è un santuario a 2.300 metri che domina la bassa Val Isarco. Siamo nelle Alpi orientali della vicina Val Sarentino e da quassù abbiamo una nuova super vista dolomitica.

È un luogo ideale per una preghiera a Dio. E quasi mi commuovo quando entro dentro la chiesetta, dopo tutto questo periodo buio. Trovo sollievo guardando il Crocefisso del Gesù nero, una presenza così particolare che rende ancora più speciale questo luogo.

Questa è la chiesetta più alta di tutto l’Alto Adige e rappresenta anche il santuario più alto di tutta Europa. Sono contenta di aver scelto questa prima meta per il nostro ritorno sui monti sudtirolesi. Sembra che il destino stesso ci abbia voluto guidare fin qui per mano.

Chiesetta Santa Croce di Latzfons

Bandierine del Rifugio Santa Croce di Latzfons

Il rifugio Santa Croce di Latzfons

L’uno a poca distanza dall’altra, si fanno compagnia da anni. Il rifugio e la chiesetta convivono sotto lo sguardo della Cima San Cassiano, raggiungibile in un’altra ora di salita. Abbiamo già deciso che ritorneremo un’altra volta, per andare dritti in cima. Oggi il Rifugio Santa Croce di Latzfons ci accoglie tra i suoi tavoloni di legno posti all’esterno. È un vero e proprio rifugio dei vecchi tempi, ma allo stesso tempo, è molto curato e caratteristico. I bagni sono nuovissimi e i ragazzi che lo gestiscono si sono attrezzati perfettamente per la prevenzione e la sicurezza del Covid19.

Rifugio Santa Croce di Latzfons

Il vento è forte e soffia via le nuvole bianche in cielo. Mi perdo ancora a guardare i voli della bandiera sudtirolese sfilacciata, che non perde la forza di lasciarsi trasportare. È come una ballerina libera di improvvisare su un grande palco. Mi siedo e mi gusto un bicchiere di succo di mela, che oggi ha il sapore del nettare più dolce.

Non possiamo restare troppo oggi, il nostro weekend ha un ricco programma e noi siamo appena arrivati. A pochi passi dal rifugio, notiamo le indicazioni anche per Reinswald, in Val Sarentino, proprio dove eravamo l’ultima volta che siamo stati in vacanza in Alto Adige, lo scorso febbraio. Tutto sembra avere un senso ed è come sentirsi a casa. Di nuovo.

Scopri le chiese e le cappelle dell’Alto Adige

Continuate a seguirci, we’re back on track!

Silvia & Andrea

Silvia

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