Sassopiatto mon amour. Notte al rifugio

Delle Dolomiti ci si innamora come ci si innamora dei luoghi più importanti della propria vita. Perché per noi non sono solo luoghi o solo montagne. Le Dolomiti rappresentano delle persone, belle dentro e fuori. Occorre andarle a trovarle, fare fatica e raggiungere le loro cime più alte per poterle conoscere davvero. Non ci sono limiti, ma solo emozioni. Quest’estate abbiamo scelto di salire in vetta al Sassopiatto, partendo dall’omonimo rifugio a 2.300 metri.

Così come abbiamo fatto lo scorso anno in vetta allo Sciliar, vogliamo dormire al rifugio. Questa volta però avremo tutti i comfort di un vero e proprio hotel. Riuscite a crederci?

Croce cima Sassopiatto

Sassopiatto… Pourquoi lui?

Credo che il colpo di fulmine per questa montagna sia avvenuto mentre ero seduta su una panca di legno della baita Sanon. Lui era lì davanti a me, accanto al Sassolungo, entrambi così vicini. Ce l’avrei mai fatta a salire sulla sua cima più alta? Non sono una grande sportiva, faccio fatica e mi lamento non poco a camminare, ma l’attrazione era già fortissima.

Nel tempo ho coltivato un autentico amore per questo monte dolomitico. Direi che è un signore forte, intento da moltissimi anni a mostrare i suoi muscoli in una posa dinamica, piramidale. Si intuisce che ha un bel caratterino! Mentre il fratello Sassolungo se ne sta bello dritto, in posa perfetta.

Una passione tale l’ho provata per le Odle e per il bellissimo Seceda. Montagne fatte di una bellezza che mi sconvolge sempre. Visto che ne sono innamorata ufficialmente, parlo anche un po’ di francese, la lingua dell’amore. In Alto Adige si è internazionali al 100%.

Sassopiatto o Sasso Piatto?

A me piace tutto attaccato, “SASSOPIATTO”, perché è un nome importante. Anche in tedesco è attaccato “Plattkofel”, e in ladino? “Sasplat”. Semplice e schietto, altre due caratteristiche di questa grande montagna.

Da Compatch a Saltria, verso il Sassopiatto

Siamo di nuovo in Alpe di Siusi e con nostra immensa gioia ci riempiamo gli occhi di verde intenso. L’estate sta compiendo il suo lavoro egregiamente, le api ronzano e attorno a noi è già tutto un fiore. È ancora mattina presto, per questo motivo riusciamo a raggiungere il parcheggio P1 Spitzbühl prima della chiusura della strada, vale a dire dalle ore 9:00 alle 17:00.

Prima di parcheggiare però, facciamo tappa all’ufficio turistico collocato a Compatch. Registrando la nostra auto, abbiamo la possibilità di lasciarla tutta la notte presso il parcheggio gratuito. Con il nostro pass sul cruscotto dell’auto possiamo partire tranquilli. Ringraziamo l’Associazione turistica Alpe di Siusi per questa opportunità!

Sciliar Alpe di Siusi verso Compatsch

L’alpe è talmente grande, che ogni volta mi pare diversa. C’è una luce nuova, un sentiero mai visto prima e un paesaggio che muta con i colori delle stagioni. Abbiamo una località sull’altopiano mai raggiunto prima, è Saltria, ai piedi del Sassolungo e del Sassopiatto. È proprio lì che partirà la nostra escursione.

Sosta al Rifugio Zallinger

Saltria è comodamente raggiungibile in circa venti minuti di bus da Compatsch e il biglietto costa solo 2 Euro. Ci godiamo il piccolo viaggio, prima in piano e poi su un dolce saliscendi tra le piccole baite sparpagliate nei campi infiniti. Solo chi è stato qui almeno una volta può capire la bellezza di questo grande alpeggio.

Il bus ci lascia di fronte alla Seggiovia Florian, che in dieci minuti porta al Ristorante Williamshütte, in questo caso il costo del biglietto è di 12 Euro a tratta. Siamo già a Zallinger, luogo che meriterebbe un racconto a parte. Zallinger è infatti un rifugio, ma anche un complesso di chalet dove trascorrere qualche giorno isolati da tutti. C’è pure una graziosa chiesetta bianca.

Rifugio Zallinger Sassopiatto

Prossima fermata: Rifugio Sasso Piatto

Finalmente partiamo a camminare e lo facciamo subito con grinta. Il sentiero è una strada forestale che in circa quaranta minuti ci condurrà dritti al Rifugio Sasso Piatto. Come sempre non abbiamo fretta, ma abbiamo paura che farà molto caldo più tardi. È la giornata perfetta, con il cielo terso e una leggera arietta fresca.

Dopo venti minuti scorgiamo da lontano i profili di due marmotte, che sembrano bisticciare tra loro. Sono così impegnate a giocare, che non si accorgono nemmeno di quanto ci stiamo avvicinando a loro. Riusciamo a immortalarne una, siamo vicinissimi. Ci osserva per qualche secondo, così come facciamo noi con lei e poi puf! Scappa dietro alle rocce. È bellissima anche con i capelli arruffati.

marmotta Rifugio Sassopiatto

Dritti in vetta al Sassopiatto

Conosciamo il primo tratto del sentiero, l’estate scorsa avevamo già tentato la vetta, vi ricordate? E così al rifugio ci fermiamo giusto un paio di minuti per alleggerire lo zaino. Saranno due ore di salita panoramica e ho già l’adrenalina in circolo. Siamo entrambi elettrizzati, siamo carichi come molle, abbiamo tutte le condizioni a nostro favore. Sappiamo infatti che dopo la salita in vetta, potremo scendere con calma e goderci la serata al rifugio. Niente corse, niente orologio. Solo noi e il Sassopiatto.

Rifugio Sassopiatto Plattkofel

Partenza da Rifugio Sassopiatto

La salita si fa impegnativa dopo le prime serpentine su terra scura, quasi rossiccia. Alcuni punti sono più ripidi ma nulla di troppo difficile o esposto. Dobbiamo riconoscere ancora una volta che il sentiero è sempre ben segnato.

Saliamo ognuno con il proprio passo, ogni tanto ci aspettiamo, altre volte salutiamo le persone che incontriamo. Non c’è fretta davvero, mi ripeto, ce la farò. Il sole inizia a scaldare e perdo il conto delle volte in cui mi spalmo la crema solare, a queste altezze non si scherza con il sole. Ho la scusa per fermarmi di nuovo ad ammirare lo Sciliar sulla destra e le baite sempre più piccole sotto di noi.

Salita vetta Sassopiatto

Nuvole, neve e rocce bianche

Una bella brezza fresca ci fa sempre compagnia e sembra spingersi sempre più su, verso la cima, che ancora non riusciamo a scorgere. E quando inizia a fare davvero caldo, ecco comparire tante nuvole bianche e soffici. Chiazzano il cielo di meraviglia e rinfrescano ancora di più l’aria. Non ho le vertigini, non ancora.

Incontriamo poi delle lingue di neve, dove ci rinfreschiamo i polsi ed è una bella sensazione di benessere. Proseguiamo con calma e inizio ad apprezzare l’acqua fresca della mia borraccia. Solitamente non bevo molto mentre salgo, ma oggi ne ho proprio bisogno. Soprattutto ora, che stiamo approntando la roccia bianca dolomitica. Nuda e cruda, ma ormai molto familiare.

roccia dolomitica Sassopiatto

Sul tetto del Sassopiatto

Quando la fatica inizia a farsi sentire per davvero e il mio fiatone non mi abbandona più, noto che non siamo ancora arrivati e che le gambe sono affaticate. Non posso mollare ora, siamo ormai arrivati all’ultimo tratto e alcuni ragazzi che scendono me lo confermano. Manca davvero poco alla vetta. Ancora non la vedo, eppure è lì ad aspettarci.

Realizzo soltanto ora che è la prima volta che arrivo a questa altezza con le mie gambe. Mai avrei pensato di farcela, ma questa volta ero e sono molto motivata. La croce c’è, siamo arrivati per davvero, siamo in vetta al Sassopiatto.

vetta Sassopiatto sguardo Sassolungo

Battiti d’amore in vetta

Andrea vuole farmi subito mille fotografie, io ho solo il desiderio di sedermi un minuto e chiudere gli occhi. Falle tu le fotografie, lasciami qui seduta! Non litighiamo proprio ora in vetta, lasciami gustare questo momento di gloria. C’è troppo da vedere attorno a me, ho una vertigine di felicità che mi fa battere forte il cuore. Sono sopraffatta da un amore travolgente. Sassopiatto ti ho conquistato!

Possiamo abbracciarci tutti quanti? Meglio di no, ma sorridere sì, quello lo si può fare. Forse è arrivato il momento di immortalare l’attimo, ringraziamo il gentile signore che ci scatta questa fotografia. Respiro aria pura, che sembra nascere proprio qui in vetta. A ogni respiro, mi ricarico di gioia.

emozionesuedtirol Sassopiatto

Al Rifugio Sasso Piatto – Plattkofelhütte

Una birra weizen per Andrea, un succo di mela gigante per me. Siamo appena scesi dal Sassopiatto e abbiamo ancora addosso l’entusiasmo della vetta. È tempo però di rilassarci e goderci questo incredibile paesaggio, finalmente c’è tempo di farlo.

La grande terrazza all’aperto del Rifugio Sasso Piatto ci accoglie non lontano dalle mucche e dalle pecore al pascolo. Ritrovo la tranquillità degli animali, qui in vacanza per tutta l’estate.

Chissà da dove arriva questo desiderio di vetta. È un desiderio che non mi apparteneva e che ora colgo in tutta la sua potenza. Un desiderio insito nell’uomo, forse un bisogno primordiale. Sono contenta e orgogliosa di avercela fatta. Tanta bellezza ripaga di ogni fatica.

mucca Rifugio Sassopiatto

Il Rifugio Sassopiatto nuvole

È prevista pioggia per questa notte, ma prima del temporale il cielo ci regala un tramonto speciale. Dopo un’ottima cena gustata all’interno del rifugio, ci copriamo bene e usciamo di nuovo fuori. Il paesaggio è avvolgente.

Se dentro abbiamo il legno chiaro, il profumo del cibo e le chiacchiere degli altri ospiti, all’esterno il cielo si è coperto di nuvoloni e la temperatura è scesa notevolmente. Il verde è mutato e sembra quasi muschiato. Come in Scozia, come in Irlanda. Questa è l’Alpe di Siusi.

Terrazza Rifugio Sassopiatto

Il rifugio del cuore

Questo rifugio è bellissimo, il più bello mai visto finora. Curato nei particolari e ristrutturato di recente con i materiali della montagna, c’è tanto amore nella cura dei dettagli. C’è profumo di legno in ogni ambiente. Per me è un autentico luogo dove riposare bene, accolti e protetti all’interno di una natura che sovrasta. Un luogo fuori dal mondo.

Abbiamo voluto coccolarci e abbiamo scelta una camera matrimoniale anziché la camerata. Abbiamo anche il lusso del bagno privato. In tutta la struttura gli ambienti sono ariosi e accoglienti, il personale sempre gentile e simpatico. Si capisce che questo rifugio ci ha colpito nel cuore?

Il Rifugio Sassopiatto – Plattkofelhütte

L’amour est toujours devant vous. Aimez!
(L’amore è sempre davanti a voi. Amate!)
André Breton

Silvia & Andrea

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