Rifugi spettacolari: il Rifugio Ponte di Ghiaccio

L’estate in montagna ha addosso la fatica dei chilometri macinati sotto il sole, affrontati però con un sorriso stampato sul viso. La nostra estate in Alto Adige è anche quella trascorsa sui sentieri che portano ai rifugi e alle malghe e ognuno di loro meriterebbe un articolo a sé. Tra le camminate che avevamo in programma in Valle Aurina e dintorni c’era il bellissimo lago di Neves, punto di partenza per tantissime escursioni in quota. Quella che abbiamo scelto noi, ci porterà al Rifugio Ponte di Ghiaccio. Un rifugio che merita di essere visitato ed è il momento di raccontarlo.

Salita al Rifugio Ponte di Ghiaccio

A caccia di un rifugio spettacolare

Lo si scorge già dal grande parcheggio del lago, è perfettamente incastonato tra le montagne, a 2.545 metri di quota. Il Rifugio Ponte di Ghiaccio si trova sulla forcella che collega Lappago con la Valle di Fundres. Stiamo per andare a vedere le Alpi dei Tauri, sconfinando nella vicina Val di Vizze e nei comuni di Vandoies e Selva dei Molini. Certi rifugi, costruiti in luoghi naturali magnifici, riescono ad avvicinare tutto e tutti.

Il suo vecchio nome completo è “Rifugio Passo Ponte di Ghiaccio” e nacque dall’idea di avere un punto di appoggio per la scalata del Gran Pilastro. Sulla base del vecchio progetto sorse poi il rifugio vero e proprio. Era il 1908 e nacque con il nome tedesco (utilizzato anche oggi) di Edelrauthütte. Il nome italiano fu attribuito durante il periodo del fascismo. Durante le guerre subì diversi danneggiamenti, ma a seguito di varie ristrutturazioni, si è arrivati all’attuale edificio, inaugurato nel 2016. Con il cielo limpido di questa mattina sarà una meraviglia andare a trovarlo.

Massi sul sentiero verso il Rifugio Ponte di Ghiaccio

La salita al Rifugio Ponte di Ghiaccio

Decidiamo di attraversare la diga e di goderci il lago di Neves nel pomeriggio, di ritorno dal rifugio. Subito dopo la diga costeggiamo ancora il lato soleggiato del sole fino al segnavia che ci mostra l’inizio del sentiero per il rifugio. Quello che abbiamo scelto è sicuramente la salita più facile adatta a tutti. Seguiamo sempre il sentiero n. 26.

Siamo partiti presto la mattina, ma fa già molto caldo. Il cartello ci indica due ore di cammino e si procede subito in salita in un bosco esteso. Il paesaggio si apre poi completamente: davanti a noi il rifugio gioca a nascondino, alle nostre spalle vediamo ancora il grande lago. Ci incamminiamo verso la parte più rocciosa della nostra camminata, facendo piccole pause. Cammineremo su un tratto fatto di sassi via via sempre più grandi. Stiamo per tornare sulla luna.

mucche al pascolo Val di Fundres

Rocce bianche e un cappellino

Procediamo velocemente, nonostante le piccole tappe fatte per fotografare le mucche al pascolo. Indosso un cappellino, il mio best friend in montagna. A queste quote coprire la testa è importantissimo! Basta anche una bandana, non serve essere alla moda. Troppa gente non si ripara la testa e poi fa molta fatica a camminare. Non smetterò mai di ricordarvelo. 

Più avanziamo e più dobbiamo fare attenzione a grossi massi ricoperti di lichene giallo. Non è nulla di pericoloso, serve però un pizzico di attenzione. Camminiamo ancora per un po’ accanto a un piccolo corso d’acqua e poi notiamo come la vegetazione sparisca del tutto. Ci sono solo massi e detriti, sicuramente depositati in seguito a una frana di tantissimi anni fa. Basta però voltarsi per ritrovare il verde vibrante che ci siamo lasciati alle spalle, in un contrasto che toglie il respiro. Calpestiamo anche una lingua di neve, il rifugio sembra salutarci dall’alto. Manca poco ormai.

Paesaggio lunare verso Rifugio Ponte di Ghiaccio

Il Rifugio Ponte di Ghiaccio – Edelrauthütte

Da fuori è un rifugio moderno, squadrato, ma assolutamente innovativo e autosufficiente dal punto di vista energetico. Bello o brutto? Parliamone! Siamo così abituati ai rifugi di una volta, quelli di legno, tenaci come la roccia, ma anche indeboliti dal passare degli anni. Quelli che ancora sanno accoglierci all’interno, riparandoci dall’esterno.

Di fronte a questa struttura così diversa dai rifugi tradizionali, si fa largo un nuovo modo di concepire i nuovi rifugi. È un’architettura che segue anch’essa le correnti contemporanee, c’è lo studio dei materiali, dell’impatto ambientale e della funzionalità. E non si può certo rimanere indifferenti. Quello che mi colpisce sono le grandi vetrate del rifugio, capaci di far entrare tutta la luce possibile. Chi si siede all’interno ha come la sensazione di essere ancora all’esterno.

Rifugio Ponte di Ghiaccio dall'alto

Noi decidiamo di sederci fuori, c’è molto spazio e la terrazza è molto panoramica. Il fiatone passa e fa spazio a un respiro più profondo. Sopra le nostre teste arrivano le prime nuvole bianche. Le pareti delle montagne più alte ci sovrastano e sembrano cambiare i loro colori in base alla luce del sole. Alle nostre spalle c’è un piccolo gioiello: è un altro lago, piccolino e a forma di cuore quasi perfetta.

Laghetto Rifugio Ponte di Ghiaccio

Sto così bene, attendo impaziente il mio pranzo con una fame da lupi. Dal rifugio è possibile l’ascesa a molte vette: il Gran Pilastro, il Grande Mesule o la Punta Bianca, per esempio. Da qui passano inoltre due Alte Vie, quella di Fundres e quella di Neves. Non resisto, i canederli sono davanti a me. Uova, speck e patate sono invece per Andrea. Abbiamo una certezza: le vecchie ricette sudtirolesi non cambieranno mai. Vietato avanzare qualcosa nel piatto!

Uova Speck e Patate al rifugio

Canederli e crauti al rifugio

Eden Roc! Il ritorno verso il lago di Neves

Abbiamo perso la cognizione del tempo, ma è tempo per noi di ritornare a valle e andare ad ammirare il lago. Ripercorriamo lo stesso sentiero anche per la discesa, sotto un cielo mutevole. Con lo sguardo sempre abbassato, cerco i migliori sassi su cui appoggiare i piedi, ma nella mia testa parte una musica allegra, vivace. È il brano Eden Roc di Ludovico Einaudi. Perché è impossibile non pensare che questo sia un eden fatto di rocce chiare, un eden tutto per noi. Ho anche un déjà vu. Questa escursione al Rifugio Ponte di Ghiaccio mi ricorda molto quella al Rifugio Puez in Alta Badia.

discesa dal Rifugio Ponte di Ghiaccio

Il Sito ufficiale del Rifugio Ponte di Ghiaccio

Silvia & Andrea

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