Rifugio Sasso Nero: 3.023 metri di pura emozione

Siamo partiti settimane prima a documentarci, a capire se un’escursione del genere fosse alla nostra portata. Quando i cartelli indicano “sentiero n°23 – 5,20 h” allora è giusto fermarsi un attimo e ragionare sulle nostre capacità. Andrea ormai ha una certa esperienza in montagna e sa benissimo che anticipare la partenza a un orario “violento” (come dice lui) può aiutare a conquistare qualsiasi sogno. Questa mattina la sveglia è suonata alle 5 del mattino. Quando si è in vacanza, non importa. Dentro di noi abbiamo un sogno da realizzare e un’emozione tutta da raccontare. Questo sogno si chiama Schwarzensteinhütte. O semplicemente, Rifugio Sasso Nero.

Rifugio Sasso Nero dettaglio

Scaldiamo i motori, il Sasso Nero ci aspetta

Dall’alto dei suoi 3.370 metri, il Sasso Nero ci chiama a sé. Come per gli altri suoi fratelli (il Sasso Piatto per esempio, sbircia qui), questi grandi monti sono giganti eterni, così belli e così difficili da descrivere. Possiamo solo cercare di avvicinarci alle loro vette.

Oggi però non sono così ambiziosa, la vetta del Sasso Nero non è per tutti e durante queste nostre vacanze in Valle Aurina vogliamo provare a raggiungere il suo nuovissimo rifugio “spaziale”.

Ci vorrà impegno, pazienza e concentrazione. Sono le sei e siamo in pochissimi a metterci in marcia, tra i bisbigli intuisco parole in dialetto sudtirolese. L’umidità dell’alba è elevata e credo di avere ancora gli occhi chiusi dal sonno. Da che parte andiamo?

Segnavia Valle Aurina

Un sentiero tutto in salita

Siamo partiti dal paese di San Giovanni, a metà circa della Valle Aurina e abbiamo appena lasciato l’auto nel parcheggio gratuito che si trova poco prima dalla baita Stàlilla, un punto di ristoro molto carino. Affronteremo il sentiero più classico, che ci farà fare subito tappa alla Malga Daimer (1.862 metri) con le sue splendide mucche in relax.

mucche malga Daimer

Panorama Valle Aurina

Attacchiamo i piccoli e infiniti tornanti, accompagnati da un panorama meraviglioso dietro di noi. Il sentiero è piacevole, facile e ci fa guadagnare quota velocemente, tanto da perdere la cognizione del tempo. Ci fermiamo soltanto per una chiacchiera veloce con altri escursionisti, perché la strada è lunga, ma per ora la salita è resa piacevole da questo bel sentiero di montagna, in mezzo a pini mughi e massi chiazzati di licheni.

Sentiero verso Rifugio Sasso Nero

Sicuri che sia un rifugio?

Stiamo arrivando alle Rotbachkees, dove intendo fare una pausa e capire come continua il sentiero. O forse non c’è nulla da capire, perché siamo già immersi in un nuovo scenario montano affascinante. La vegetazione è sparita e ora ci siamo solo noi e i sassi. Proseguiamo, è ora di sfoderare tutto l’entusiasmo e convincere le gambe a non mollare.

Eccolo! Il Rifugio Sasso Nero è sopra di noi. Siamo sicuri che sia un vero rifugio? È forse una navicella spaziale? Una campana? Ve lo diremo dopo. La distanza che ci separa è ancora tanta.

Segnavia verso Rifugio Sasso Nero

Houston, abbiamo un problema

No, ma siamo alla fine della valle e iniziamo a camminare su grossi “scogli” di pietra, mai affrontati prima in montagna. Questo sì che è un allenamento, per le gambe e per tutta l’attenzione da prestare. Vietato distrarsi. Subito dopo c’è la neve, quella dura e resistente della prima parte del ghiacciaio del Sasso Nero.

È qui che inizia il vero divertimento, in tutti i sensi: ho le gambe affaticate da tre ore di salita, ma manca ancora il tratto più tecnico. Alcuni passi sul ghiacciaio, che sembra fatto di lastre perpendicolari e, subito dopo, ci sono ancora enormi sassi. Mi domando sempre più spesso dove stia andando e realizzo che, prima o poi, dovrò anche scendere da qui.

Verso l’infinito e oltre

Ho bisogno di concentrazione e di calma. Non c’è fretta, alla fine è pure divertente: ci sono corde, appigli e scalette. Non ho le vertigini, sarà l’adrenalina che mi fa resistere e che mi tiene ancora in tensione. Sta per partire una musica strepitosa nella mia testa, come spesso succede quando mi trovo in un luogo da sogno. Attorno a noi c’è un grande paesaggio onirico, oltre che lunare. La vista sulla valle sotto di me è incredibile. E allora sorrido e stringo i denti.

Salita roccia verso il Rifugio Sasso Nero

Un rifugio sopra le nuvole

Solo le immagini possono testimoniare la gioia che proviamo quando raggiungiamo questo grande “spazio”. Non siamo ancora arrivati, ma stiamo calpestando il luogo dove, solo pochi anni fa, sorgeva il “Rifugio Vittorio Nero al Sasso Nero”. Le nuvole bianche avvolgono veloci le cime circostanti ed è come in un sogno ad occhi aperti.

Nuvole sulla Valle Aurina

Manca l’ultimo tratto di salita, la più appagante. Ho le gambe pesanti come due sassi, ma “lui” è lì e ci stiamo avvicinando sempre di più. Sono gli ultimi venti minuti.

Bello o brutto? In questo momento appare sopra di me un edificio incredibile, mai visto prima. È questa la prima sopresa, che mi spiazza. Questo rifugio si colloca alla perfezione nel contesto in cui si trova. Raggiungerlo dopo quattro ore e mezza di cammino è un qualcosa di epico che riempie entrambi di euforia. Nel mio cuore partono mille sinfonie diverse.

emozionesuedtirol verso il Sasso Nero

Il Rifugio Sasso Nero

La montagna più alta delle Alpi dello Zillertal ha ai suoi piedi un ghiacciaio sempre più piccolo, ma incredibilmente tenace. Dal 2017 ai suoi piedi sorge anche il nuovo Rifugio Sasso Nero, la cui pianta è a forma esagonale irregolare. Ai piani superiori c’è la zona notte con diverse cuccette, tutte in legno chiaro e in stile minimal. Il rifugio ha alle spalle una lunga progettazione ma una veloce realizzazione, nonostante il cantiere a più di 3.000 metri di quota. C’è un grande impianto fotovoltaico, il riscaldamento a pavimento e il recupero dell’acqua che si scioglie dal ghiacciaio.

Nero fuori, chiaro e accogliente dentro. Le grandi vetrate sul lato più largo del piano terra sono della Stube, che, come una plancia di una nave, controlla le valli circostanti. Si distinguono gli Alti Tauri, il Gruppo del Rieserferner e la vista vola anche sulla Marmolada, più vicina che mai.

RIfugio Sasso Nero Alpi Zillertal

Ci accocoliano dentro per sorseggiare un tè caldo e una fetta di torta gigantesca, non prima però di essere andata a esplorare i bagni, al piano sottostante. Il calore del legno chiaro, le linee essenziali, il profumo della sua resina hanno uno straordinario potere rilassante su di me. Lentamente ritrovo la calma dopo lo sforzo fatto. Ed è già tempo di ripartire, seguendo lo stesso identico percorso dell’andata. Un ultimo sguardo alle nostre spalle prima di scendere, ancora uno. Chissà se torneremo lassù.

Arrivederci Rifugio Sasso Nero. Ci hai reso invincibili!

Ghiacciaio Sasso Nero

Il sito ufficiale del Rifugio al Sasso Nero – Schwarzensteinhütte

Silvia & Andrea

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