In cima alla Valle Aurina: al Rifugio Tridentina

Hai voglia di vivere una bellissima giornata d’estate in montagna? Una giornata calda, ma con l’aria frizzante delle prime ore del mattino. Quasi come in un sogno, che non vuole mai finire. E allora vieni con noi a fare una bella escursione, quella che porta al Rifugio Tridentina. Un percorso classico verso un rifugio storico della Valle Aurina, ai piedi di un grande ghiacciaio. Chiudi gli occhi e lasciati guidare in un luogo meraviglioso. Perché la montagna è sempre dentro di noi, anche quando non è più estate. Anche quando in montagna non si può andare.

Casere Chiesetta Santo Spirito

Verso le vette altissime della Valle Aurina

Casere è un paesino a fondovalle dove finisce la strada principale e per raggiungerlo percorriamo in auto tutti i paesi pittoreschi di questa lunga e stretta valle. Si può comodamente raggiungere Casere anche con il bus gratuito per chi è in vacanza in valle. Al nostro arrivo troviamo solo poche case, un bel parcheggio e un centro visite. Questo è il punto di partenza di numerose camminate per diverse malghe e numerose cime.

Che bello scoprire questi spazi verdi sconfinati, dove non mancano piccoli tesori, come la Chiesa di S. Spirito. Ci sentiamo circondati da montagne altissime e loro sono proprio lì, davanti a noi. Sono così diverse dalle Dolomiti, di colore più scuro, ma ci ammaliano e affascinano in egual modo. Ci sfidano ad andare a prenderle. E noi ci andremo davvero vicino, dal Rifugio Tridentina.

Da Casere al Rifugio Tridentina

Una valle rigogliosa

Intraprendiamo il grande tracciato davanti a noi, è il sentiero n° 13, che dal parcheggio di Casere porta alle diverse mete. È una mulattiera che fa entrare in quello che sembra già un grande paradiso naturale. Accanto a noi l’acqua scorre scrosciante, ci fa compagnia e lo farà per tutto il giorno. È il torrente Aurino che nasce dai ghiacciai del Tre Signori, proprio sopra le nostre teste.

Che bello crogiolarsi in questa bella giornata dove la luce illumina ogni cosa e il verde della valle si accende della sua tonalità più chiara. Tutto attorno a noi è meraviglia: è uno scenario fatto di natura incontaminata. Vogliamo addentrarci in questo spettacolo di fiori, piante e animali. È un luogo da accarezzare.

Le malghe verso il Rifugio Tridentina

Sul percorso incontriamo diverse baite e malghe tipiche, dove decidiamo di fare brevi tappe, anche se nel pomeriggio avremo più tempo sulla strada del ritorno. Camminiamo già da più di mezz’ora in piano, quando arriviamo a una grande malga con alcuni simpatici pony. È la malga Kehler, da dove proviene già un buon profumino di cibo buono.

Proseguiamo e arriviamo a un’altra malga caratteristica, posta proprio al vero fondovalle: è il luogo perfetto per la malga Lahner. Qui regnano solo le mucche e i loro bravi padroni che le hanno portate quassù in vacanza.

Fuori dalla malga ci sono solo tre tavoloni con una graziosa tovaglia a quadretti bianchi e rossi, la signora proprietaria accoglie e saluta tutti gli escursionisti con un sorriso. Davanti a noi si spalanca un grande anfiteatro naturale.

Una bella salita con vista

Ripartiamo di nuovo, d’altro canto abbiamo un rifugio da conquistare. La salita vera e propria inizia ora, è morbida e la si affronta senza problemi. Non ci sono punti difficili ma tanti grandi sassi a mo’ di scaletta. Perdo subito il conto del numero dei piccoli tornanti che affrontiamo e ho già il fiatone. Fa caldo oggi, quel caldo senza vento che obbliga a fermarsi spesso. Il panorama è già infinito.

Il Rifugio Brigata Tridentina

L’arrivo al rifugio oggi vale quanto l’arriva in cima a una vetta tanto agognata. C’è tutta la soddisfazione, viene voglia di lanciare un grido di gioia! Siamo a 2.441 metri di altezza e bellezza che si spalanca davanti a noi. Siamo arrivati al Rifugio Tridentina –Birnlückenhütte in tedesco.

Il Rifugio Brigata Tridentina, conosciuto anche come Rifugio Forcella del Picco, si trova proprio ai piedi del Picco dei Tre Signori. È un rifugio che risale al 1900 e assegnato all’Esercito Italiano nel 1939, che qui stanziò la Brigata Alpina Tridentina, per l’appunto. Dagli anni Ottanta è diventato un albergo-rifugio e a noi piace constatare come sia rimasto semplice e autentico.

Rifugio Brigata Tridentina Valle Aurina

Il vero gioiello oggi è il ghiacciaio. Sono più ghiacciai per l’esattezza e  insieme sono uno spettacolo di bianco puro. Siamo come imbambolati, un ghiacciaio così da vicino lo avevamo visto soltanto in cima alla Skyway, in Valle d’Aosta, di fronte al Monte Bianco. Un ghiacciaio così, non lo avevamo ancora mai visto in Alto Adige.

Abbiamo davanti a noi giganti che non conosciamo. Canuti come i signori più anziani, colpiti e feriti duramente dai cambiamenti climatici. Eppure riescono a brillare e farci capire tutto il loro potere e valore. Quante ne hanno viste questi monti!

Ghiacciai Tre Signori, Rifugio Tridentina

Verso l’infinito e oltre

Dal Rifugio Tridentina è possibile ripartire verso mete più impegnative. Noi non ambiamo a tanto, come sempre arrivare a un rifugio così bello è già una bella soddisfazione. I Monti Tauri sono solo poco più su e sono così affascinanti, non possiamo che continuare a camminare ancora per un po’. Diciamo altri quaranta minuti a piedi, in costante salita. Sparisce la vegetazione e si fa largo la roccia nuda, a tratti muschiata, plasmata in mille sfaccettature, con sassi frastagliati.

A questo punto possiamo dire di esserci conquistati l’intera Valle Aurina. Siamo così in alto che la vediamo tutta sotto di noi. Ho come un brivido. Siamo arrivati alla Forcella del Picco, a quota 2.665 metri e tira un vento fortissimo. Che sensazione, sembra di spiccare il volo!

Ci credi che alle nostre spalle c’è l’Austria? È proprio così. La forcella separa le Alpi dello Zillertal dagli Alti Tauri. Poco più a nord-ovest del passo c’è anche la Vetta d’Italia.

Noi ci fermiamo qui, su tetto della Valle Aurina, vicino al segnavia austriaco di colore giallo. Mi sento quasi ubriaca tante sono le sensazioni. O forse è solo questo vento che continua a schiaffeggiarmi il viso con sferzate di aria gelida. Non voglio svegliarmi, non ancora. Sto vivendo un sogno bellissimo.

Forcella del Picco, Rifugio Tridentina

Il cielo si riempie di nuvole grigie e minacciose, è il momento di scendere. L’adrenalina di poco fa lascia il posto a un’altra incredibile sensazione, che conosciamo molto bene. È la voglia di montagna, quella che ci accompagna sempre, anche quando non possiamo essere fisicamente su monti ancora inesplorati. La montagna vive dentro di noi e non c’è forza più grande di questa.

Ritorno a valle da Forcella del Picco

Silvia & Andrea

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